Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Portogallo in sciopero: come volevasi dimostrare

Dunque il Ribelle esercita di nuovo le sue impareggiabili doti divinatorie. Solo oggi Valerio Lo Monaco, faceva notare (qui) come e quanto la pantomima dei vertici europei sia lontana anni luce dalla realtà fattuale dei diversi paesi e delle diverse comunità. Tra di esse, ormai quasi ossessivamente al centro dell’attenzione, specie quella mediatica, c’è il pilastro sud-orientale del sistema comunitario, la Grecia. Un pilastro ormai completamente deteriorato, appeso a una bava di ragno sul precipizio del default definitivo. Pochi, anzi nessuno, getta uno sguardo sul pilastro sud-occidentale, che vive un’agonia molto simile: il Portogallo.


Detto fatto: ecco che il panorama è lo stesso. Crisi profonda, debiti contratti per ripagare altri debiti, una spirale infame e letale. A pagare sono sempre gli stessi, quei cittadini che nella trappola debitoria sono stati portati dal sistema e dai suoi fantocci travestiti da politici e rappresentanti della sovranità popolare. Il problema è che in Portogallo, esattamente come in Grecia, i cittadini non sono così propensi a fare sacrifici e a gettare il proprio denaro nel buco nero della finanza speculativa. E ad aprire le danze, per la terza volta dallo scorso novembre, sono i lavoratori dei trasporti.

A Lisbona la metropolitana è ferma, treni e autobus sono rarissimi. E così anche nelle altre maggiori città. Il piano di austerità del governo non va giù a nessuno, sia nel merito dei provvedimenti, sia per le sue finalità, che in Portogallo come altrove non sono risolutive. Lì il settore dei trasporti è il più colpito, anche perché ha accumulato un debito di 17 miliardi di euro, il 10% del PIL nazionale. Il piano di ristrutturazione deciso dal governo di centro-destra è un vero colpo di falce, e ha come unica prospettiva l’ottenimento di un ulteriore prestito internazionale da 78 miliardi di euro. Altri debiti, come si diceva, per pagare debiti precedenti.

(ds)

I nostri Editori

No all’emendamento Fava: il web resta libero

L'Europa dei summit inutili (mentre la realtà è altrove)