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“Repressione” alla russa

Il presidente Medvedev, in un incontro con Vladimir Lukin, Ombudsman per i diritti umani, ha dichiarato che le proteste in corso in Russia – comprese le manifestazioni di piazza, oceaniche secondo i media occidentali, salvo quando si tratta dei sostenitori di Putin presidente – sono un segno di maturità e crescita della società russa, che si riverbererà nelle elezioni presidenziali.

L’importante è, per il presidente russo, che nel corso delle proteste «sia i manifestanti che i poliziotti si comportino nel rispetto della legge». E in questo si nota una profonda differenza rispetto a come sia i leader che le forze di sicurezza europee e statunitensi si rapportano con le crescenti proteste, dagli Indignados a Occupy Wall Street.

I comportamenti sul campo del governo russo stridono decisamente con l’immagine che ne cercano di dare i media atlantisti, ed è soltanto di questo che si lamenta Medvedev. Il suo «se solo smettessero di confonderci con la Grecia» è un chiaro riferimento al servizio fasullo di Fox news, in cui la terribile repressione della piazza veniva attribuita alla polizia russa, mentre a essere effettivamente in azione era quella greca.

(fm)

 

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