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Calcio-scommesse. Amnistia sportiva, dice il pm

La prima reazione è un dubbio: avremo capito male. Non è il pm a sostenere l’utilità di un’amnistia sportiva per chi ha partecipato alle truffe del calcio-scommesse, e i vertici del Coni e del Calcio a rigettare l’ipotesi, ma è il contrario.

Perché semmai sarebbero questi ultimi, i dirigenti dello sport italiano in genere e più in particolare di quel football che ne è la punta di diamante in termini di popolarità e di giro d’affari, ad avere interesse ad azzerare le inchieste in corso e a evitare che il fenomeno emerga in tutta la sua portata, minando ulteriormente la residua credibilità di un mondo che ne ha già persa moltissima sia per le torbide vicende di Calciopoli che per gli enormi deficit di bilancio di moltissime squadre, a cominciare dall’Inter di Moratti e dal Milan di Berlusconi.

E invece no. Abbiamo capito benissimo.

di Marco Lambertini

(nel Quotidiano)

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