Spot Fiat. «Questa è l’Italia che piace»…
lunedì, febbraio 6, 2012 | Più articoli su
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Mentre scorre in tv l’ultima trovata pubblicitaria Fiat di dubbio gusto (qui) Standard & Poor’s si accinge a rivedere al ribasso le sue previsioni sull’azienda. E Marchionne, a sua volta, si appresta a vendere poco meno di 2 milioni di azioni.
È venerdì passato e ancora la Fiat non ha subìto il calo in Borsa, legato in buona parte alla spada di Damocle del giudizio di Standard & Poor's sul debito a lungo termine della Fiat. In questa situazione di certo non ha aiutato la maxi vendita dell’amministratore delegato, anche se lui ha provato a spiegare il tutto con una questione fiscale: ha intascato gratuitamente dalla Fiat un bonus in azioni sulle quali dovrà pagare delle tasse. I soldi provenienti dalla vendita gli servirebbero per questo.
La mossa però è azzardata, e sembra quasi una fuga prima del crollo. In una nota dell’agenzia di rating si legge infatti: «Abbiamo osservato sovraccapacità nel mercato di massa europeo, in particolare in Italia, secondo maggior mercato per Fiat, e una debolezza della domanda a causa delle misure di austerità introdotte dal governo italiano delle paure dei consumatori per il loro impatto. Standard & Poor's ritiene che tale contesto causerà un peggioramento delle performance operative di Fiat nel 2012. Allo stesso tempo, il Brasile, il mercato più forte per la casa torinese, è in una situazione di crescente concorrenza che ha ridotto l'importante quota di mercato di Fiat». Insomma, anche se S&P deve ancora pronunciarsi, e lo farà entro i prossimi tre mesi, le previsioni sono tutt’altro che rosee. La stima più probabile è un abbassamento del rating da “BB” a “BB-”.
E intanto, imperterrita, la pubblicità scorre. Una pubblicità poco lusinghiera con la tradizione culturale e culinaria del nostro Paese, giudicata “l’immagine che ci vogliono dare”, ma diciamo pure giustificabile con la necessità di dire che “non siamo solo bravi a cucinare” in pochi frame. È negli istanti seguenti che l’abilità comunicativa dello staff pubblicitario dà il suo meglio facendo leva su tutto il sentimentalismo italiano. Immagini di fabbrica, lo svincolo autostradale di Pomigliano, una famiglia e una madre che chiude il giubbotto al figlio prima di farlo uscire di casa e andare al lavoro. E una voce: « (...) perché in Italia ogni giorno c’è qualcuno che si sveglia e mette nel suo lavoro il talento, la passione, la creatività, ma soprattutto la voglia di costruire una cosa ben fatta». Peccato che magari lo svincolo di Pomigliano sarà presto teatro di nuove proteste, e che quelle famiglie (non vorrete mica far credere che comprare una Fiat, visto che è ormai praticamente made in Slovenia, significhi salvare lo stipendio di una madre italiana?) hanno già ben poco da sorridere, visti proprio i contratti “modello Pomigliano” che sono stati imposti al personale dietro la minaccia della chiusura.
E così, dalle ultime battute del testo dello spot, quella che nelle intenzioni dovrebbe essere una certezza diventa una domanda quasi retorica: «Questa è l’Italia che piace»?!
Sara Santolini









Reader Comments (3)
son d'accordo con lo spot; la fiat è italiana e noi siamo italiani, esteticamente la macchine della fiat sono le migliori e come qualità dicono che siano pessime, ma io ho provato anche le renault e le ford e mi sembravano quasi peggio. comprare le fiat può significare salvare il posto di lavoro a coloro che ci lavorano, e nella storia del referendum che ci fu un anno fa ero d'accordo con marchionne, se vinceva il sì non si delocalizzava, se vinceva il no invece si delocalizzava: come ho già detto bisogna fare gesti più concreti e coraggiosi che il semplice votare no a un referendum per combattere. (del resto se la fiat e l'Italia son così e anche colpa dei cittadini italiani)
Gentile signor Marconcini,le parlo da figlio di ex lavoratore FIAT.
Per prima cosa come può pensare di salvare posti di lavoro comprando auto che vengono oramai prodotte per il 90% all'estero?(Polonia,Slovenia,Brasile...)
La FIAT di italiano oramai ha più poco e nulla,infatti oltre la produzione anche la parte amministrativa sta per essere trasferita all'estero,Marchionne ha delocalizzato a prescindere.
Le macchine fiat fanno pena sia a livello estetico e queto è un giudizio soggettivo,ma purtroppo fanno pena pure a livello di motoristica con pezzi che sono da sostituire poco dopo che l'auto viene comprata.
FIAT fino ad ora è stata brava in un'unica cosa,anzi due,ottenere fondi statali e sa usare la cassa integrazione come nessun altro.
Notizia di qualche tempo fa,lo sa che il signor Marchionne ha deciso di escludere i rappresentanti FIOM da qualsiasi trattativa aziendale a prescindere?
Le sembra giusto?
Saluti
''Notizia di qualche tempo fa,lo sa che il signor Marchionne ha deciso di escludere i rappresentanti FIOM da qualsiasi trattativa aziendale a prescindere?
Le sembra giusto?''
sì