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Dalla Milano-Serravalle alle relazioni pericolose tra politica e malavita

Tutti hanno più o meno in mente la questione sorta qualche mese fa riguardante la compravendita della Milano-Serravalle, che ha portato a scoperchiare un pentolone di nefandezze a capo delle quali pare ci fosse l’ex Presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati. Si è trattato di una vicenda di rilievo nazionale, per le dimensioni del presunto malaffare e per il ruolo significativo che Penati rivestiva all’interno del PD. I media, per questo, si sono limitati a illustrare il tutto partendo dall’acquisto che la Provincia di Milano fece della Milano-Serravalle, a prezzi stratosferici, di cui si giovò Marcellino Gavio, uno dei boss della Impregilo.

Poco si è detto nei media generalisti della storia alle spalle di quella compravendita. Per saperne qualcosa di più occorre spulciare la corposa documentazione raccolta dalla Casa della Legalità, la realtà associativa e civica in campo da anni, senza fini di lucro, contro la commistione tra malavita organizzata, pubbliche amministrazioni e politica. E alle spalle di quella storiaccia, secondo le inchieste coordinate da Christian Abbondanza, ce n’è un’altra che dice molto di quanto sia ampia l’area grigia dove politica, malaffare e malavita tendono a sovrapporsi e a collaborare.

Era il maggio 2007 quando la Casa della Legalità depositò presso il Tribunale di Genova istanza ufficiale, poi purtroppo finita in nulla, per conflitto d’interessi del neo eletto sindaco Marta Vincenzi. Secondo l’associazione, sussisteva un’inaccettabile commistione tra gli affari di alcune società intestate alla figlia e al marito del neo-sindaco, e alcune realtà, pubbliche e private, in cui il sindaco stesso aveva o aveva avuto voce in capitolo. Tra queste, l’Autorità Portuale di Genova, la “Sviluppo Genova S.p.A.” e, guarda caso, la "Milano-Serravalle Milano-Tangenziali spa". Ossia quella società che la Provincia di Genova, nel 1999 retta proprio da Marta Vincenzi, aveva venduto a Marcellino Gavio al prezzo stracciato di 1,60 euro ad azione. A sua volta, sei anni dopo, Gavio avrebbe rivenduto a Penati a 8.93 euro ad azione, ottenendo una plusvalenza di 180 milioni di euro.

Caso vuole, segnala Christian Abbondanza, che un anno dopo la compravendita, o svendita che dir si voglia, la società del marito della Vincenzi acquisisse una commessa proprio da Gavio per la SALT (l’autostrada Sestri Levante-Livorno). Alle accuse che si trattasse di una contropartita per la svendita della Milano-Serravalle, sia il sindaco che il marito hanno reagito con virulenta indignazione, come sempre accade quando è la Casa della Legalità a svelare meccanismi che, quand’anche legali, hanno un carattere evidente di non opportunità politica. In particolare, Bruno Marchese, il marito di Marta Vincenzi, ebbe a dichiarare di non aver mai avuto a che fare né con le aziende di Gavio, né con Gavio personalmente. Dichiarazioni prontamente smentite dalla Casa della Legalità, con tanto di documenti a riprova.

D’altra parte i collegamenti tra la galassia di Gavio, imperniata su Impregilo, e il comune retto dalla Vincenzi, erano già significativi. Di nuovo, le smentite del sindaco, in merito, sono state confutate dalla Casa della Legalità, che ha rivelato come il gigante dell’ingegneria e delle costruzioni abbia ampi incarichi e interessi nella partita della metropolitana di Genova, la più costosa (e forse la più inutile, vista la natura collinare della città) del mondo. Senza contare il ruolo di super consulente che il Comune ha attribuito a Maurizio Maresca, consigliere d’amministrazione proprio di Impregilo.

Il quadro però non è completo se non ci si inserisce anche quella malavita organizzata che, si favoleggia, al nord non c’è, e che invece, come dimostrano i casi di Bordighera e Ventimiglia (e prossimamente forse anche altre municipalità), è ben radicata. Proprio presso la SALT, dove le società del marito della Vincenzi ha ricevuto incarichi, secondo la Casa della Legalità lavorano anche aziende appartenenti a famiglie della ‘ndrangheta, come la SAMOTER Srl. delle famiglie Fazzari e Gullace, in barba ai controlli che in merito si dovrebbero fare sui fornitori di servizi, ancor più quando si tratta di concessioni su un bene di Stato. Tra l’altro, i mezzi della SAMOTER, dopo la denuncia da parte di Christian Abbondanza, sono magicamente spariti dai piazzali autostradali.

Le indagini della Casa della Legalità traboccano di nomi e cognomi di famiglie a più livelli attenzionate o indagate dalla magistratura per questioni legate alla malavita organizzata. Ognuna di esse, secondo le accuse circostanziate di Abbondanza, ha un qualche legame con le pubbliche amministrazioni, vuoi perché il Comune usa società ad esse collegate come fornitori (è il caso della Eco-Ge della famiglia Mamone), vuoi perché ospita a proprie spese in albergo noti boss di Cosa Nostra (è il caso di Rosario Caci), vuoi perché ignora le contiguità di certe società con la malavita organizzata, specie in operazioni delicate, come la messa in sicurezza di torrenti che, in certi casi, tendono poi ad esondare, com’è accaduto al Fereggiano, a Genova, qualche mese fa.

Dopo l’alluvione del 4 novembre, segnala la Casa della Legalità, diversi interventi “in somma urgenza”, sono stati assegnati alla società di Antonio Furfaro, già attenzionato dall'Antimafia, e già attivo sulle opere volute dal presidente della Regione Burlando proprio sul torrente Fereggiano. Da notare che, nella regione più cementificata d’Italia, le società legate alla malavita organizzata si concentrano proprio nel settore costruzioni e nel loro indotto. Ma non c’è solo Genova nel calderone di politica, affari e malavita.

Dice Abbondanza: «nel savonese ancora Comuni e Provincia si affidano ai Fotia, come se non sapessero chi sono... Così come i Gullace-Fazzari continuano a vedere le loro imprese, figlie delle attività illecite della cosca Raso-Gullace-Albanese, avere tutte le concessioni dagli Enti locali come se nulla fosse». Dell’imperiese si è detto, anche se non sembra finita: «ad esempio, il sindaco leghista di Diano Marina, nonché Deputato della Repubblica, Giacomo Chiappori, ha nominato Domenico Surace, uno dei soggetti della 'ndrangheta, da tempo attenzionato e indicato agli atti, come Amministratore della municipalizzata GM». Non si salva nemmeno il Levante: «lì i Nucera non subiscono colpi, così come la rete 'ndranghetista nello spezzino, dove tra, gli altri, anche i temibili Muto hanno una loro attività».

Secondo la Casa della Legalità, quindi, se la Liguria e altre regioni del nord sono state colonizzate dalla malavita organizzata è perché qualcuno, nella politica come nelle imprese, ha aperto la porta ed altri, quelli che avrebbero dovuto controllare guardavano altrove. «Leggendo le dichiarazioni e guardando agli atti compiuti ogni qualvolta emerga una contiguità, quando non una connivenza o complicità, tra politici ed esponenti della criminalità organizzata, cadono le braccia», dice Abbondanza. «La classe dirigente del centrodestra e del centrosinistra non vuole, a questo punto, anche alla luce dello scioglimento del Comune di Ventimiglia, rompere questo devastante connubio». Un ingenuo si chiederebbe il perché di questa inerzia. Chi segua e sostenga le attività della Casa della Legalità, ha invece ben chiari i motivi e tutti i legami tra politica, affari e malavita che stringono in una morsa letale intere comunità.

Davide Stasi

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