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Grecia: la tragedia si macchia di farsa

La tragedia greca resta pressoché immutata in tutta la sua gravità, ma i più recenti sviluppi della querelle finanziaria tra Atene e la Troika sfiorano la farsa. Rosicchia qua, rosicchia là, adesso rimane solo un ultimo punto di divergenza. O, se si preferisce, di insostenibilità.

Le richieste di Ue,Bce e Fmi, che complessivamente ammontavano a ulteriori 3,3 miliardi, necessari a ridurre il deficit 2012 di un importo pari a un punto e mezzo di Pil, sono state accettate quasi in toto, ad eccezione di una. Quella che riguarda un taglio alle pensioni integrative, per un totale di 300 milioni. Insomma: per mettersi in condizione di ottenere la nuova tranche di “aiuti”, per la cospicua cifra di 130 miliardi, bisognerebbe cancellare dai bilanci pubblici i succitati 300 milioni, ovvero lo 0,23 per cento del nuovo credito.

È pensabile che un ostacolo del genere comprometta le trattative? La logica dice il contrario. Ma la logica si presta assai meglio a situazioni che non siano esasperate, al contrario di quella ellenica.

 

di Federico Zamboni

(nel Quotidiano)

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