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Whisky alla guida, a tutela dell’ambiente

Il whisky alla guida potrebbe essere una soluzione interessante per l’ambiente, ma non scandalizzatevi subito: non stiamo promuovendo la guida in stato di ebbrezza, anche perché il whisky non dovrebbe essere assunto dal guidatore, bensì dal motore.

In effetti, non si tratta neppure di whisky (sarebbe un costosissimo spreco) ma di sottoprodotti della sua lavorazione. Un fatto che comporta un netto passo in avanti rispetto agli altri biocarburanti, che sottraggono risorse all’alimentazione di un mondo sovrappopolato e in cui si dovrebbe iniziare la decrescita proprio da una limitazione del numero di abitanti, prima che a pensarci sia la natura in maniera drastica.

La tecnica per ricavare carburante, che non richiederebbe modifiche alle attuali motorizzazioni, sta “fermentando” e potrebbe nel giro di 18–24 mesi fornire energia per 7.2 megawatt, le necessità elettriche di 9000 abitazioni. L’iniziativa, pur essendo ancora allo stato di progetto ha già vinto il Best Environmental Initiative Award from the Scottish Green Energy Awards.

"Scottish", appunto. L’idea che per salvare l’ambiente si debba bere di più, ma non al volante,  non poteva venire che dalla Scozia.

(fm)

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