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John Belushi. Vivere, e morire, a tutta velocità

Oggi è il 30ennale della morte di John Belushi, deceduto per un’overdose a 33 anni il 5 marzo 1982. Un attore che è stato molto amato, per la sua vitalità dirompente e dissacrante, e che ha al suo attivo almeno due personaggi cinematografici indimenticabili: il Bluto di “Animal House” e il Jake Joliet di “The Blues Brothers”.

Lo ricordiamo con questo articolo di Federico Zamboni, pubblicato nel 2006.

 

«A quanto me lo dai, John Belushi?». Il bookmaker alza gli occhi e aspetta un attimo, prima di rispondere. Sono i primi di ottobre del 1975. A New York sta per cominciare il nuovo show televisivo della NBC. Il titolo, “Saturday Night Live”, è quanto di più banale si potesse trovare, ma la formula no. La formula è promettente. Molto.

Come ha chiesto il presidente della rete, Herbert S. Schlosser, lo show dovrebbe «essere giovane e intelligente. Avere immagine, set e musiche caratteristiche. Sviluppare nuove personalità televisive». Per Lorne Michaels, il produttore esterno che se ne sta occupando, significa «una compagnia stabile da sei a otto attori; musica contemporanea, dal vivo, di quella che non si sentiva spesso in tv; cortometraggi dei migliori giovani film-maker; un ospite diverso ogni settimana, come la copertina di una rivista». Tra gli attori, appunto, c’è anche Belushi.

(nel Quotidiano)

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