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Movimento 5 Stelle: rettifica (e perplessità)

Riceviamo via email, e volentieri pubblichiamo, una richiesta di rettifica da parte di Manuela Cappello, consigliera presso il Comune di Genova, eletta tra le fila dell’Italia dei Valori e attualmente appartenente al Gruppo Misto, relativa all’articolo “Un bandito contro la mafia” (qui), pubblicato il 6 febbraio scorso. Riportiamo la rettifica letteralmente e senza modifiche o correzioni:

«in merito al Vs articolo del 6 febbraio, scritto da Davide Stasi, essendo io la ”grillino” citata, vi informo che:

- la diffamazione di Abbondanza è avvenuta a partire dal 19 ottobre 2007 con continui attacchi, scaturiti semplicemente da punti di vista differenti nell’ambito del meet up, ove l’Abbondanza mirava a diventarne il leader e vedeva erroneamente in me l’ostacolo, semplicemente perché mi permisi di esprimere una mia posizione, differente dalla sua (informo che con Abbondanza si era collaborato assiduamente e nel primo V Day il meeet up diede ampio spazio alla sua attività).

- Solo a dicembre 2007, dopo ripetuti tentativi di inutili spiegazioni e una diffida dal continuare ho fatto querela.

- Il suo era un attacco strumentale solo per una questione di visibilità.

- Solo recentemente c’è stata la sentenza che ha condannato penalmente Abbondanza per unod ei due articoli epr cui l’avevo querelato!

L’articolo scritto è falso e fuorviante in quanto parla di assoluzione, e scrive “che quindi vengono certificati come corretti, e condannato a una piccola ammenda per l’eccessiva sagacia con cui li aveva espressi”: primo, le motivazioni della sentenza devono ancora uscire, quindi vedremo se vi s’ stata mala gestione o altro (visto che a testimoniare vi erano pure i dirigenti degli uffici che hanno sostenuto che io ho fatto quanto mi competeva e non potevo fare altro, secondo, la condanna, non è l’ammenda, ma penale per diffamazione!

Sul mio sito  www.manuelacappello.it (nella sezione calunnie solo calunnie) c’è tutto il materiale, la storia e anche la sentenza.

Prego vogliate prendere provvedimenti in merito».

 

 

Pare il caso, a fronte della rettifica ricevuta, qualche osservazione aggiuntiva.

Anzitutto, è vero: occorre attendere le motivazioni di dettaglio della sentenza per avere un quadro chiaro rispetto al dispositivo emesso. È altrettanto vero che c’è stata una sentenza di condanna penale a carico di Abbondanza su uno dei due capi d’imputazione. Ma è altrettanto vero che ci sarà probabilmente un secondo grado di giudizio, dunque non si tratta di una condanna definitiva. E il primo grado, riducendosi a un’ammenda meno che risibile, pare un buon viatico nell’ottica di un’assoluzione in Appello. Seguiremo la vicenda, ovviamente, a partire dalla lettura e diffusione delle motivazioni di merito della sentenza di primo grado, quando saranno disponibili. È da notare che sul sito segnalato dalla consigliera, si riporta soltanto notizia della condanna, omettendo che su un secondo capo d’imputazione Abbondanza è stato assolto. E già qui non butta bene rispetto alla supposta trasparenza che caratterizza peculiarmente gli attivisti del grillismo…

Vale la pena poi anche di notare un punto oscuro nella rettifica ricevuta, laddove si dice che Abbondanza avrebbe “dato l’assalto” al meetup genovese per ottenere visibilità. Abbondanza è già abbastanza noto di suo, grazie alla sua attività di contrasto della criminalità organizzata. Non pare abbia un particolare bisogno di ulteriore visibilità, specie nell’ambito ristretto di una città come Genova. Senza contare che da anni dichiara apertamente di non avere alcuna ambizione politica o elettorale, preferendo il ruolo di “cane da guardia”. Attività che, come dimostrano i casi di Bordighera e Imperia, per citare i più recenti, svolge con palese efficacia (e questi sono fatti, non opinioni).

Non solo: Abbondanza coopera positivamente con Meetup e Movimenti 5 Stelle di tutta Italia, da Nord a Sud. Specie con quelli che nel tempo hanno messo in campo a livello locale azioni e mobilitazioni di reale coinvolgimento della società civile, in un’ottica politica davvero nuova. Cose che con i meetup di Genova, al di là di qualche spensierata biciclettata, non si è mai realizzata. Non a caso i meet up di Bologna, Torino e di altre realtà, al contrario di Genova, hanno finito per raccogliere i frutti a livello elettorale di tanto efficace attivismo. E per efficace si intende realmente alternativo, tutt’altro che contiguo, ai “sistemi” che politicamente si incancreniscono sempre a livello locale. Se quindi Abbondanza avesse voluto dare l’assalto a un Meetup, gli sarebbe convenuto di più rivolgersi altrove che non alla realtà grillista genovese, dove avrebbe fatto e farebbe un pessimo affare.

Ancora, non si può fare a meno di rilevare la curiosa inclinazione alla querela che l’autrice della rettifica, la consigliera Cappello, sostenuta in questo dal consorte, anch’egli attivista del movimento grillista locale genovese, ha mostrato e mostra in diverse occasioni, avverso Abbondanza, ma anche avverso altri soggetti (ad esempio il sito d’informazione politica “Destra di popolo”) che, a vario titolo, cercano di fare informazione e di esercitare il diritto di critica e il dovere del confronto al di fuori delle aule di tribunale. Sorprende perché in aperta contraddizione con una delle molte condivisibili direttive programmatiche di Grillo stesso, che vorrebbe mettere un freno all’uso della querela contro la libertà di parola imponendo una ricca cauzione a chi ne sporge una. Cosa che garantirebbe maggiori pubblici confronti di merito, e meno carte bollate usate a scopi intimidatori, quando qualcuno solleva tematiche che bruciano.

Infine, a quanto pare è probabile che Abbondanza stesso sporgerà querela nei confronti della consigliera Cappello e del suo entourage che a diverso titolo fa riferimento al movimento grillista genovese. Da anni Abbondanza cerca il confronto, anche aspro, ma leale, sul merito delle questioni che solleva, ricevendo quelli che lui stesso ritiene insulti e diffamazioni. A suo dire, non ha mai proceduto perché ha sempre riconosciuto il primato della dialettica a quella delle aule di tribunale. Una dialettica che, dice Abbondanza in numerosi articoli, non ha mai trovato disponibilità nelle controparti, siano esse le organizzazioni mafiose (ed è comprensibile che non dialoghino) o alcuni movimenti civici e politici (molto meno comprensibile), se non appunto in termini diffamatori tali da finire per essere intollerabili.

Dunque, eccezione a livello nazionale, il Movimento 5 Stelle di Genova, invece di collaborare con una realtà efficace e meritoria come la Casa della Legalità di Abbondanza, procede per carte bollate, trasuda livore e incapacità di dialogo verso quello che dovrebbe essere un alleato naturale, e non un nemico. Abbondanza può essere, anzi sicuramente è, un soggetto fastidioso nel suo continuo e puntiglioso pungolare verso una limpidità difficile da mantenere nella politica italiana. Ma è un pungolo tale che garantisce il miglioramento continuo, se si è disponibili ad affrontarlo con correttezza, senza volpi sotto l’ascella o scheletri nell’armadio. Non farlo, e vedere contrapporsi legalmente un movimento che si è distinto per anni per la sostanziale irrilevanza concreta della propria azione (il Meetup genovese) e un’organizzazione (la Casa della Legalità) che ha ottenuto e ottiene risultati più che rilevanti, mette tristezza. E lascia ragionevolmente aperti ampi margini di dubbio sulla differente limpidezza dell’impegno civico dell’una e dell’altra organizzazione.

Davide Stasi

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