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Pensioni sempre più lontane: risparmio assicurato

66 anni e 11 mesi. È l'età di pensionamento che nel 2020, quando le leggi varate oggi avranno dispiegato i loro effetti, si raggiungerà in Italia. Sempre che nel frattempo non ne intervegano delle altre. E, tanto per guardare ai nostri vicini europei, si tratterà dell'ennesimo primato tutto italiano. Nel 2060, se non cambierà nulla, gli italiani potranno andare in pensione addirittura a 70 anni e 3 mesi. 

La riflessione parte dai dati che la Commissione Europea ha reso pubblici nel libro bianco sui sistemi previdenziali in questi giorni in calce ai quali si legge: 

«Diventa più che mai urgente sviluppare e attuare strategie globali per adeguare i regimi pensionistici all’andamento della contingenza economica e demografica. Si tratta di problemi enormi ma risolvibili se vengono attuate politiche adeguate. Una riforma dei regimi pensionistici e delle pratiche di pensionamento è essenziale per migliorare le prospettive di crescita europee. Il successo di riforme tese ad aumentare l’età del pensionamento dipende da migliori opportunità per uomini e donne anziani di restare sul mercato del lavoro. E ciò comporta  necessariamente un adeguamento dei luoghi e dell’organizzazione del lavoro, oltre a una giusta promozione dell’apprendimento durante tutto l’arco della vita. Serviranno politiche efficienti capaci di conciliare lavoro, vita privata e familiare, misure per sostenere un invecchiamento sano, lotta alle diseguaglianze di genere e alle discriminazioni basate sull’età». 

Molto divertente, se non fosse che una visione del genere è, se non altro, anacronistica. Oltre al fatto che una persona anziana in quanto tale spesso non è in grado di svolgere le mansioni, di aggiornarsi e di interpretare il mondo come una giovane, il primo dubbio che viene a leggere le parole della Commissione è dove sarebbero tutti questi posti di lavoro ai quali permettere l'accesso ai nonni. Se la disoccupazione è altissima in tutta Europa, e la continua chiusura di aziende e imprese di ogni dimensione piuttosto che creare occupazione lascia aumentare la cassaintegrazione prima e i licenziamenti poi, sarà difficile che considerare in età da lavoro anche un settantenne migliori la situazione. L'unico effetto immediato di una politica del genere, visti anche i tagli al welfare, sarà il risparmio statale perché, se si è in età da lavoro, non si ha diritto alla pensione.

Sara Santolini

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