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Vilipendio del Capo dello Stato: un anacronismo da cancellare


Grillo definisce Napolitano «una salma», e Bersani – innalzato il fiero cipiglio che è solito esibire nei suoi ricorrenti distinguo, ma che non gli impedisce di assicurare sistematicamente i voti del Pd al governo Monti – lo rimbrotta in malo modo. Rovesciandogli addosso un fervorino in piena regola, da sagrestano laico, e però puntiglioso, che conosce a menadito il catechismo. E pure l’intera Bibbia, suvvia.

Innanzitutto, un bel monito a tutela dell’onorabilità del beneamato vescovo (per il Papa, com’è noto, bisogna spostarsi oltreoceano): «Ieri Napolitano ha detto cose puntuali e serissime. Grillo ha risposto con insulti, non si permetta». Poi un pistolotto all’insegna del “copyright 1945” sulla cosiddetta Guerra di liberazione e su tutto ciò che ne è conseguito: «Grillo non si azzardi a dire cosa direbbero se tornassero i partigiani. Perché i partigiani saprebbero cosa dire dell’Uomo Qualunque. Ci hanno dato una democrazia, ci hanno dato una Costituzione, compreso l’articolo 49 sui partiti che sono l’ossatura della democrazia». Infine, almeno stando al filmato diffuso dal Corriere (qui), un richiamo al Sacro Dogma dell’Ubbidienza Internazionale: «L’Italia non può avere un futuro cercandosi sempre delle scorciatoie. L’Italia deve mettersi nel solco delle grandi democrazie, se vuole affrontare i suoi problemi».

 

di Federico Zamboni

(nel Quotidiano)


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