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Primo maggio: il concertone/baraccone

Tutto come al solito, all’incirca. Stessa regia: per dirla all’americana, “A Cgil-Cisl-Uil Production”. Stessa logica: un giorno all’anno facciamo festa con voi, gli altri 364 facciamo la festa a voi. Stessi ingredienti: all’insegna del mega show musicale, che sostanzialmente potrebbe andare pure in onda su Rai Uno, truccato da grande manifestazione sindacale e popolare (de sinistra, ahò!) con l’aggiunta di un po’ di frecciatine anti sistema, che peraltro si riducono ad ammiccamenti e battute per blandire la piazza stracolma di giovani.

Una messinscena che faceva già abbastanza schifo negli anni passati, ma che in questo 2012 di violentissima offensiva neoliberista, a cominciare dal governo tecnico di Monti, diventa ancora più ributtante. Perché peggio dell’acquiescenza, e persino della stessa connivenza, c’è la finta opposizione. La diversità proclamata a gran voce nelle piazze. Tradita cinicamente dietro le quinte.

di Federico Zamboni

(nel Quotidiano)


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