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Afghanistan. Basta fotografie, G.I.

I militari USA in Afghanistan avevano dato prova di una stupidità degna dei teppistelli adolescenti che pubblicano nel loro bravate su YouTube o Facebook, con la sottile differenza che quelle dei GI non erano propriamente delle innocenti marachelle, ma gesti al limite del crimine di guerra che avevano creato non pochi imbarazzi ad un’amministrazione condotta da un Nobel per la pace “preventivo”.

La soluzione che il Pentagono ha trovato per risolvere il problema degli atti inconsulti delle sue truppe è definitiva, ma non è di censura sul comportamento dei militari, bensì di censura sulle immagini: ai soldati sarà fatto tassativo divieto di scattare foto personali durante le operazioni militari.

La censura è da sempre il miglior modo per risolvere un problema: se il gesto non è documentato, il gesto non è stato commesso. Un’altra grande lezione di democrazia è stata esportata in Afghanistan.

(fm)

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