Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Siria. L’ONU teme una guerra civile “catastrofica”

L’ONU si è svegliata e paventa una “catastrofica” guerra civile in Siria. Una straordinaria dimostrazione di efficienza, considerato che è sotto gli occhi di tutti che questo conflitto “catastrofico” è in atto da mesi ed ogni giorno che passa la lista delle vittime si allunga.

Dopo Houla è la volta di Qusseir, dove ha avuto luogo l’esecuzione sommaria di tredici operai che tornavano dal lavoro, e naturalmente è ricominciato il balletto dello scambio di accuse: ribelli o governativi?

Anche su Houla rimangono dubbi sulla fazione che ha compiuto la strage. Secondo le indagini preliminari della commissione d’inchiesta governativa sarebbero i ribelli, ma certo questa non dà sufficienti garanzie di terzietà ed indipendenza. L’ONU punta invece i suoi sospetti su milizie pro Assad. Fatto si è che al momento resta impossibile individuare con certezza il responsabile.

Ribadito che si tratta di crimini disgustosi, i cui colpevoli ci si augura vengano scovati e duramente puniti, attribuire una paternità all’eccidio ha un’importanza relativa: attualmente serve più alle propagande contrapposte che non alla giustizia, mentre i cittadini siriani hanno bisogno di pace e giustizia. Viceversa, si continua a giocare sopra le loro teste, e con le loro teste, per il raggiungimento di obiettivi geopolitici che poco tengono in conto le sofferenze dei civili.

Il piano Annan resta ancora la via migliore, tuttavia questa dovrebbe essere seguita senza riserve e infingimenti da tutte le parti in causa, da Assad agli amici della Siria, passando per la Russia. Che forse è l’unica ad avere in mano le carte per imporla e che sembra anche essere l’unica a cercare una soluzione negoziale. Gli altri appaiono troppo impegnati a dar fiato alle trombe della retorica, per poter lavorare a una vera mediazione.

(fm)

 

I nostri Editori

Conflitto sunnito-sciita: è lo Yemen il nuovo fronte?

Un'ideuccia, o due, per la Festa della Repubblica