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LA GRECIA CI RIPROVA

Dopo l’impasse del 6 maggio si torna a votare, e in pratica è un referendum sui diktat della Trojka

L’ultimo sondaggio, ufficioso, dà in vantaggio Nea Dimocratia, ed è bastato questo a far schizzare in alto la Borsa di Atene.

Il partito di Antonis Samaras, infatti, è allineato alle posizioni/imposizioni della finanza internazionale, per cui la sua vittoria comporterebbe la conferma del Memorandum firmato dal precedente governo con i creditori privati. E, quindi, anche la prosecuzione delle politiche all’insegna del massimo rigore, ovvero dell’impoverimento generale.

Se a prevalere fosse invece la sinistra di Syriza, potendo contare su una solida maggioranza parlamentare, quei patti verrebbero rinegoziati. Anche se questo non significa uscire dall’eurozona. Come ha spiegato Giannis Dragasakis, economista e ex deputato del partito, «Il problema non è la moneta ma chi esercita il potere, chi prende le decisioni e che tipo di decisioni».

 

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