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UNA ROAD MAP PER L’EUROGABBIA

Il vertice di Roma prova ad accelerare verso l’integrazione «politica, bancaria ed economica»

Interlocutorio per un verso, perché i contrasti con la Germania rimangono i soliti e non c’è neanche più bisogno di ribadirli ogni volta.

Preparatorio per l’altro, perché incombe la riunione del Consiglio europeo che si terrà il 28 e il 29 giugno e l’intento è di arrivarci con una piattaforma precisa.

Il summit a quattro tra Monti, Merkel, Hollande e Rajoy si chiude senza dichiarazioni a sorpresa ma con un accordo di massima su due interventi specifici: il primo è un pacchetto da 130 miliardi da destinare alla crescita, mentre il secondo è una tassa sulle transazioni finanziarie.

Il vero e fondamentale obiettivo resta però un governo unico delle politiche economiche dei diversi Paesi Ue. Come ha detto lo stesso Monti, l’euro è una scelta «irreversibile» e lo scopo di un legame più stretto è «confortare l’aspettativa dei mercati».

Loro la chiamano “integrazione”. Ma il termine più esatto è invece “sottomissione”. 

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