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Armenia. Atto di guerra degli azeri

La violazione del cessate il fuoco al confine armeno-azero, perpetrata ieri dall’esercito di Baku, che ha aperto il fuoco sui soldati di Erevan uccidendone tre, è un vero e proprio atto di guerra: fortunatamente le autorità armene sembrano intenzionate a non raccogliere la provocazione così da evitare che la polveriera caucasica esploda.

Il gesto azero è di particolare gravità in quanto commesso proprio il giorno in cui Hillary Clinton arrivava in visita ufficiale a Erevan, prima di proseguire il suo viaggio a Baku. La Clinton sì è limitata ad esprimere cordoglio e sottolineare che la questione del Nagorno Karabagh, regione armena che ha conquistato negli anni '90 l’indipendenza dall’Azebaigian, non potrà essere risolta con la forza. Nessuna espressione di aperta condanna all’operato del governo di Baku, essendo questo amico dell’alleato turco che non può essere disturbato, sia per il fallimento del gasdotto Nabucco, e di ulteriori iniziative nella guerra del gas, sia per la sua utilità sul fronte mediorientale.

Aperta condanna che è venuta invece da membri del Congresso USA, con la richiesta al sottosegretario di fare altrettanto, ma la raccomandazione sta venendo ignorata dall’amministrazione Obama, al pari di quelle tese al riconoscimento del genocidio degli armeni.

Lo scenario caucasico, primario nella guerra del gas e dei progetti di espansione panturca di Ankara, sembra essere pronto ad incendiarsi, offrendo un nuovo teatro di guerra e di contrapposizione fra le superpotenze, in un momento in cui la “Pace fredda” di cui parla il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, si sta scaldando sempre di più.

(fm)

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