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U-boot tedeschi per i missili nucleari israeliani

La poesia di Günter Grass, che accusava il suo governo di sostenere la minaccia nucleare israeliana, aveva innescato mille polemiche e fatto accusare il Nobel di antisemitismo, ma dopo i poeti ora si svegliano anche i politici: Rolf Mützenich, portavoce per gli affari esteri dell’SPD, ha sollecitato il governo Merkel a fornire informazioni sulla vendita a Israele di sottomarini capaci di trasportare ogive nucleari.

La fornitura di U-boot era nota a tutti, come conferma anche il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, ma doveva passare sottotraccia: la sola minaccia nucleare è quella iraniana. Adesso però qualcosa si sta muovendo, anche se Israele, pur ammettendo che i mezzi della classe Dolphin possono trasportare ogive nucleari, si rifiuta di specificare se ne saranno dotati: qualcuno comincia a preoccuparsi del fatto che Tel Aviv può estendere in maniera quasi illimitata la sua capacità di offesa nucleare.

Chi non si preoccupa è, però, la Merkel che pilatescamente ha fatto dire al suo portavoce che «i sottomarini sono stati forniti senza armamento» e che «il governo federale non partecipa alle speculazioni sul loro ulteriore armamento». Di che tipo sia questo “ulteriore armamento” lo si intuisce dalle parole del ministro della difesa Ehoud Barak: «I tedeschi possono essere fieri di aver garantito l’esistenza dello stato di Israele negli anni a venire». Un supporto che potrebbe avere come ricompensa delle concessioni nei territori occupati, dove i tedeschi, quelli fieri e non quelli critici, potranno dar sfogo al loro antisemitismo atavico sui palestinesi. Che, in quanto arabi, sono tanto semiti quanto gli israeliani, se non di più.

Naturalmente nessuno solleciterà ispezioni né richiederà sanzioni, contro Tel Aviv o chi sostiene il suo programma atomico militare, soprattutto ora che Israele si dichiara sempre più pronto a lanciare il suo attacco, speriamo convenzionale a questo punto, contro l’Iran e contro quella bomba che Teheran ancora non possiede e che nessuna ispezione ha provato stia preparando.

La polemica tedesca, che ci auguriamo non venga tacciata di rigurgito nazista e antisemita, è almeno stata ripresa dalle principali testate giornalistiche internazionali e potrebbe sensibilizzare sull’unica minaccia nucleare presente in Medio Oriente e prossima ad essere in grado di colpire ovunque, o quasi: quella israeliana.

(fm)

 

 

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