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Taci, Fornero: è meglio

Del battibecco in quanto tale non varrebbe la pena di occuparsi: Susanna Camusso dichiara che Elsa Fornero «Ha una passione per i licenziamenti che dimostra una non particolare sensibilità agli straordinari problemi della crisi» e il ministro del Lavoro (del Lavoro, sic) replica stizzosamente che non è affatto vero. La querelle è del tutto marginale, appunto, ma merita una rapida segnalazione per il modo bizzarro in cui la Fornero si è espressa.

«È una frase che si commenta da sola, mi sembra chiaro... Honestly. Io non sono innamorata delle parole, ma noi abbiamo affrontato la riforma del mercato del lavoro in maniera intellettualmente onesta, senza pregiudizi, senza ideologie».

Honestly?!

Vabbé che è lei stessa ad affermare subito dopo che non è innamorata delle parole (né le parole di lei, a giudicare da come le tratta), e vabbé che l’inglese, o l’americano, è la lingua ufficiale del mondo degli affari. Ma cosa ci fa un avverbio straniero nel bel mezzo di un discorsetto in italiano?

Chissà. Forse la professoressa Elsa credeva di essere al G8 o al G20 e si predisponeva a fare la traduzione simultanea di se stessa. Da qualcosa bisogna pur cominciare, per scaldare i neuroni (ops, the neurons), e gli avverbi hanno il loro appeal (scusate, il loro fascino).

Come anche D’Alema, «francamente», insegna.

(fz)

 

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