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SCONTRI DI PIAZZA A MADRID

I minatori manifestano contro il taglio dei sussidi e la tensione esplode

Una ventina di feriti e nessuno è grave.

Se ci si ferma al rendiconto sanitario la notizia non è da prima pagina. Benché negli ultimi anni si sia cercato in tutti i modi di demonizzare anche il più piccolo tafferuglio, è abbastanza normale che durante le manifestazioni di protesta i dimostranti attacchino le Forze dell’ordine. Identificando in esse l’espressione delle autorità di governo. Detto brutalmente: il loro braccio armato.

Ciò che dà rilievo agli scontri avvenuti oggi a Madrid è invece la possibilità che si tratti di una prima avvisaglia di quello che avverrà in seguito. Quando gli effetti concreti della “cura Rajoy”, con la sua manovra da 65 miliardi e i tagli ai danni dei dipendenti pubblici, si sommeranno all’altissima disoccupazione e agli altri fattori di crisi che già gravavano sulla popolazione.

Che ad aprire le ostilità ci siano i minatori sarà magari una coincidenza, ma ha illustri precedenti nella Storia iberica. E anche per questo ci porta alle domande fondamentali: i lavoratori dei singoli comparti si uniranno tra loro, in una lotta comune? E gli studenti? E chi non è stato colpito in prima persona, ma si ribella alle misure di “macelleria sociale”?

Gli Indignados sono nati in Spagna. Adesso hanno l’occasione di crescere.

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