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UN’ORDINARIA GIORNATA DI CRISI

Borse in ribasso, e Milano cede un altro 2 per cento. Lo spread chiude a 467. Squinzi vede nero sul Pil

La notizia eclatante, a volte, è che va tutto come al solito. E che continua ad andare male. O malissimo.

A moltissimi tende a sfuggire, finché qualcuno non si prende la briga di tirare un po’ di somme e di ricordarglielo, ma i dati negativi che si manifestano in ogni singola giornata non svaniscono al cader della notte: si accumulano.

A fine giugno, ad esempio, è scoccato il primo anno da quando il nostro spread ha iniziato a salire massicciamente, fino a salire ai 528 punti di fine 2011. Oggi, nel senso letterale del termine, siamo ancora a 467. Altri interessi a debito che si aggiungono alla voragine, nonostante il governo Monti e i suoi numerosi e pesantissimi interventi per “migliorare” i conti pubblici.

Sempre oggi, il presidente di Confindustria ha paventato – o preannunciato – un calo del Pil 2012 superiore al 2,4 per cento.

Le Borse europee hanno chiuso tutte in flessione, e tanto per cambiare quella di Milano ha fatto peggio delle altre lasciando sul campo – o nel precipizio – un ulteriore 2 per cento.

E domani? Domani si replica, decimale più decimale meno. Perché questo è il copione.

Anzi, no. Il trend.

 

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