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GENIALE: VENDERE I BENI PUBBLICI, A OLTRANZA

Il neo ministro dell’Economia punta su una serie di cessioni da «15-20 miliardi l'anno»

Monti lo aveva annunciato ufficialmente un mesetto fa: l’avvio di «fondi immobiliari e mobiliari attraverso i quali convogliare, in vista di cessioni, attività mobiliari e immobiliari del settore pubblico, prevalentemente a livello regionale e comunale». Detto in maniera più spiccia: dare via il patrimonio di pregio, tenendosi gli scarti che non si riescono a piazzare.

Vittorio Grilli, che è appena subentrato al premier nel ruolo di responsabile di Via Venti Settembre, si affretta a confermare. Aggiungendo che per lui l’ideale sarebbe procedere subito e in blocco, ma che invece saremo costretti a farlo un po’ per volta. Perché «Purtroppo, diciamo la verità, non ci sono più gli asset vendibili dello Stato e degli enti pubblici, come vent'anni fa. Vi è un patrimonio immobiliare di difficile valorizzazione».

Eh sì: buona parte del meglio lo abbiamo già dato via. E siccome non è servito a niente, ai fini di un abbattimento stabile del debito, adesso si replica. Non solo vendite massicce di beni, ma anche privatizzazioni a tappeto.

Che per molti versi, in realtà, sono l’obiettivo principale.

 

 

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