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MONTI: «I MERCATI NÉ ANGELI NÉ DEMONI»

Favoletta della buonanotte, gentilmente offerta dal presidente del Consiglio

Manca solo il classico «C’era una volta», ma non si fa fatica a immaginarselo. E magari bisogna immaginarsi pure un altro narratore, più simile al nonnetto buono che racconta le fiabe ai nipotini, ma anche questo non è difficile. Quando la storia è suggestiva, il resto viene da sé.

Antefatto (apparentemente sereno): «Otto o dieci anni fa, nella prima fase dell'Euro i mercati hanno dormito e senza causare spread tra gli Stati hanno fatto cullare nell'illusione che la qualità del debito fosse la stessa.

Sviluppo (altamente drammatico): «Poi i mercati si sono svegliati, hanno avuto degli incubi, e hanno fatto avere incubi a investitori e risparmiatori».

Morale della favola (finemente educativa): tuttavia i mercati «non sono un perfetto misuratore dei progressi di un Paese. I mercati non vanno né demonizzati né angelizzati, perché non esprimono sempre la migliore valutazione economica».

La performance, è doveroso precisare, ha avuto luogo nel noto teatro romano di Palazzo Madama. I “bimbi buoni” che erano presenti devono averla gradita, perché facevano di sì con la testa. Come peraltro accade, quando più e quando meno, dallo scorso novembre.

 

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