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SORPRESA: LA BCE PUÒ COMPRARE I BOND

Berlino dà una specie di via libera, smentendo il divieto dell’articolo 123 del Trattato di Lisbona

Finora ci avevano detto e ripetuto che non era possibile fare altrimenti. Nonostante l’imperversare della speculazione sui titoli degli Stati più deboli, e il moltiplicarsi degli spread, la Banca Centrale Europea era costretta a restare inerte, o quasi.

Come mai? Presto detto: l’articolo 123 del Trattato di Lisbona le vieta a chiare lettere l'acquisto dei bond. Allo stesso tempo, però, i previdenti legislatori europei hanno avuto l’accortezza di usare una formula che sembra tassativa, ma che in realtà non lo è. Ciò che essi hanno proibito, infatti, è «l’acquisto diretto». Il che lascia aperto uno spiraglio, o un portone, all’acquisto indiretto, con questa o quella soluzione tecnica.

La questione, sia chiaro, è nota da un pezzo. Ma solo agli addetti ai lavori e a quella minoranza di persone che siano davvero informate. La vulgata, che ai fini della manipolazione è il fattore decisivo, era che la Bce avesse le mani legate. Il mancato intervento non dipendeva dalla cattiva volontà, ma dalle norme esistenti.

Adesso, invece, si scopre che non è così. L’asse Geithner-Draghi ha fatto ulteriori pressioni, e la Germania sembra averle accettate. La nuova versione è che i suddetti acquisti «non sono inammissibili» in base ai trattati vigenti.

Morale: la speculazione si è satollata abbastanza e ora deve andare in scena il Grande Salvataggio dell’Euro. Che non è il lieto fine della penosa vicenda, ma solo una variazione sul tema per non chiudere subito la telenovela.


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