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I termini della questione: capitalismo, sconvolgimenti climatici e criceti

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di Giovanna Tinè*

Cominciamo con un paradosso. Il ‘meraviglioso mondo nuovo’ dell’omonimo romanzo di Aldous Huxley che dà il titolo a questa rubrica (a sua volta l’autore citava William Shakespeare), lungi dall’essere un luogo in cui il coraggio di governi e cittadini ha dato vita ad una società equa ed in armonia con l’ambiente, somiglia piuttosto, in modo inquietante, ad un sistema in cui regnano autoritarismo, consumismo e finto benessere (per alcuni) come mezzi di controllo sociale, nonché di dominio della natura da parte dell’uomo.

Proseguiamo con l’ipotesi che il cambiamento sia possibile, e che un modello positivo di mondo nuovo sia un legittimo e necessario obiettivo da raggiungere, peraltro anche con una certa fretta. Cos’è che non va nel nostro modello? Perché non funziona né dal punto di vista ambientale né da quello sociale e, anzi, stanno venendo meno sempre più velocemente le condizioni minime di sopravvivenza per milioni di persone e per interi territori del pianeta?

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