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ZITTI E BUONI, SENNÒ AUMENTA LO SPREAD

Monti ammonisce il presidente di Confindustria, che aveva “osato” criticare il governo

Un po’ stizzito e un po’ ieratico, il premier. Bersaglio Giorgio Squinzi, che sabato aveva definito «ampiamente esagerato» l’obiettivo del pareggio di bilancio e sottolineato la necessità di evitare «la macelleria sociale».

Secondo Monti, «Dichiarazioni di questo tipo, come è avvenuto nei mesi scorsi, fanno aumentare lo spread e i tassi a carico non solo del debito ma anche delle imprese, e quindi invito a non fare danno alle imprese».

I media si sono fermati alla polemica di superficie, alla quale ha contribuito la rapidità con cui Montezemolo si è precipitato a dare ragione a Monti, ma in queste poche frasi c’è molto di peggio. C’è un concentrato del dogmatismo neoliberista che pretende di divinizzare i mercati e di farne il giudice supremo al quale tutti ci dobbiamo sottomettere. Non basta sottostare ai sacrifici e alle iniquità. Bisogna anche acclamarli.

I mercati sono dio. Lo spread è la loro folgore. Noi, viceversa, le nullità che si devono prostrare al cospetto di tanta potenza, sperando che basti a uscirne vivi.

Se non proprio indenni.   

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