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Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

MONTI-MERKEL: BARUFFE DI FACCIATA

Che ci siano degli interessi contrastanti è vero. Ma gli obiettivi “di sistema” restano analoghi


La rappresentazione mediatica è questa. E al pari di innumerevoli altre è del tutto fuorviante: perché spaccia per una lotta tra i buoni e i cattivi quello che in realtà è solo un dissidio tra concorrenti, le cui istanze specifiche possono essere contrapposte ma si collocano pur sempre in una visione simile dell’economia. E, quindi, delle società che vi soggiacciono.

Lo scontro in corso, pertanto, è sul medesimo piano di quello fra due gruppi industriali. Anzi, bancari. Entrambi mirano al massimo profitto, da conseguire ai danni di chiunque altro, ma allo stesso tempo si ritrovano perfettamente d’accordo sul fatto che le prime vittime sacrificali delle loro strategie siano le persone qualsiasi. I clienti delle banche. I cittadini degli Stati.

Se nel 2008 non fosse sopravvenuto lo scoppio della crisi, che ha costretto l’intero Occidente a fare i conti con le proprie debolezze intrinseche, le cose sarebbero proseguite come al solito: ognuno indaffarato a lucrare a modo suo – in Germania con l’efficienza di un popolo nordico, qui in Italia nel modo sgangherato di una nazione raccogliticcia e fin troppo eterogenea – e chi se ne frega dei problemi altrui.

La crisi ha svelato gli enormi squilibri che si erano accumulati, tra finanza tossica e debiti pubblici insostenibili, e posto il problema di un riequilibrio complessivo. Che non ha affatto come scopo quello di un risanamento a vantaggio di tutti, ma il consolidamento di uno statu quo che rischiava, o che rischia tuttora, di essere travolto dai suoi stessi vizi. E dai suoi stessi abusi.

Mai dimenticarselo: l’Euro non è l’Europa. E per una curiosa coincidenza quelle due lettere che mancano, “p” e “a”, sono le iniziali di ciò che abbiamo perso lungo la strada: una Politica Alta.  

 

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