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CI SONO OTTO GIUDICI A KARLSRUHE…

Il thriller va in scena da mesi. E oggi, in versione matinée, ci sarà il sospirato epilogo

Deciderà stamattina, la Corte costituzionale tedesca. O meglio: stamattina, dalle 10 in poi, annuncerà il suo verdetto sulla compatibilità giuridica tra il Fondo Salva Stati, voluto dalla Ue, e i principi fondamentali su cui si regge la Germania.

Allo stesso tempo, implicitamente, è una sentenza che ha per oggetto Mario Draghi e le sue politiche a colpi di "misure non convenzionali" come l'acquisto potenzialmente illimitato di bond dei Paesi in difficoltà.

La tesi di chi ha avanzato il ricorso è chiarissima: le norme europee vanno rigettate perché limitano la sovranità nazionale, e tendono a scaricare sui cittadini degli oneri altrui. Detto in breve: i debiti dei greci e degli spagnoli, e di chiunque altro sprofondi nel medesimo baratro, sono esclusivamente affari loro. E non è la Bce a dover correre in soccorso, utilizzando i capitali della Bundesbank e mettendo a repentaglio il futuro dell’intero sistema bancario europeo.

Come al solito, si tratta di una versione alquanto parziale in cui si mischiano verità e mistificazioni. La verità è che i processi finanziari violano la sovranità dei singoli Stati, fino a cancellarla, e si abbattono sui popoli, fino a schiavizzarli. La mistificazione è che nella sterminata ragnatela che avviluppa l’Europa, e gli Usa, ci siano dei ragni buoni e dei ragni cattivi.

Non è buona la Bce e non è buona la Bundesbank. Non è buona questa Ue e non è buona questa Germania.

Il problema non sono gli attori. Il problema è il copione.

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