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IN ARRIVO 40 MILIARDI DI DOLLARI. AL MESE

Bernanke conferma: via libera al QE3, iniettando enormi quantità di denaro «a tempo indeterminato»

Era nell’aria da tempo e adesso c’è anche l’annuncio ufficiale.

La Federal Reserve attuerà un terzo intervento di quantitative easing, dopo quelli del marzo 2009 e del novembre 2010. Con la cospicua differenza che però, stavolta, non viene fissato un limite preciso all’ammontare delle operazioni.

Il programma è così dirompente che negli Usa è stato subito definito «un colpo di bazooka». Ma in effetti è piuttosto «il primo colpo» di una lunga serie, sempre che tra due mesi non ci sia un cambio della guardia alla Casa Bianca e che, una volta insediato, Mitt Romney tenga fede ai proclami preelettorali e sconfessi l’attuale linea della Fed imponendo un nuovo governatore.

Al momento, infatti, le posizioni sono agli antipodi. Bernanke sostiene che i QE hanno dato risultati assai positivi, anche ai fini dell’occupazione visto che «hanno contribuito a creare un milione di posti di lavoro». I repubblicani, che considerano queste strategie inaccettabili in quanto le ritengono di stampo keynesiano, restano del tutto contrari. Alla Convention di Tampa Paul Ryan, scelto da Romney come candidato alla vicepresidenza, ha sparato a zero sulla scelta di «stampare dollari anziché risanare il bilancio».

Due modi contrapposti di tenere in piedi il sistema, o per meglio dire di farlo sopravvivere all’agonia in cui è precipitato dal 2008. Ma il sistema è appunto lo stesso: schiavo delle dinamiche finanziarie, con l’economia reale che si ritrova perennemente con il cappio al collo. Un cappio che si allenta un po’ solo quando proprio è indispensabile, in attesa di stringersi di nuovo non appena il rischio del decesso è un po’ meno pressante.

Si immette aria. Si succhia sangue.

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