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Noam Chomsky su OWS e austerità (che toglie futuro ai giovani)

Intervista al politologo statunitense raccolta da Wired. Chomsky affronta, seppure brevemente, diversi temi. Riportiamo uno stralcio

Un anno fa migliaia di persone hanno marciato verso Zuccotti Park, che per mesi è stato il quartier generale di Occupy Wall Street. Cosa resta oggi del movimento, contagioso, che dagli Stati Uniti è approdato poi in diverse piazze del mondo?

"Occupy Wall Street non ha fallito. Rappresenta la prima grande reazione pubblica a trent’anni di guerra di classe. Innanzitutto ha attirato enormemente l’attenzione della stampa sulle disuguaglianze sociali ed economiche della nostra società. Oggi la nostra società è composta dai super ricchi che rappresentano l’1 per cento della popolazione e il restante 99 che vive nel precariato. Inoltre, gli va riconosciuto il merito di aver creato spontaneamente spazi di discussione, di confronto e aver costruito un senso nuovo di comunità e partecipazione. Certo le strutture di potere non sono cambiate, ma i cambiamenti si registreranno nel lungo periodo, potremo vederli in futuro. Le vittorie, del resto, non arrivano mai in tempi brevi. Si pensi alla lunga strada che ha dovuto fare la battaglia per l’affermazione dei diritti e della dignità dei neri, dopo il famoso discorso di Martin Luther King, nel 1963: I have a dream".

Qui l'intervista completa

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