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Crisi Nippocinese: auto contro portaerei

Nella crisi per le isole Senkaku/Diaoyu i cinesi fanno sfoggio della loro nuova fiammante portaerei, in realtà un usato sicuro di produzione russa comprato a prezzi stracciati grazie alla politica fallimentare di Eltsin, e i giapponesi rispondono riducendo la produzione automobilistica delocalizzata in Cina.

Non è, però, una ritorsione per la crisi delle isole, ma una mossa dettata da problemi alle concessionarie nipponiche, chiuse in terra cinese, e alla compromissione delle vendite nipponiche nel primo mercato mondiale dell’auto. 

La guerra più sanguinosa che si prospetta non sarà quindi quella per il possesso delle isole, ma per la spartizione della quota giapponese. Chissà che l’ultraliberista Marchionne non riuscirà ad ottenere denaro di Stato anche dai comunisti di mercato, anche perché ormai sono solo gli Stati i disposti a pagare per avere un Fiat in casa. Gli utenti preferiscono avere altri marchi in garage.

(fm)

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