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Cronaca di un disastro annunciato. E ancora non compreso

Connettersi al sito dell’ANSA, l'altro ieri, alle 11.30 del mattino, era come guardare dentro a un baratro. Esattamente quello in cui l’Europa, Italia compresa, sta scivolando, a velocità variabile, da tempo. Questa la sequenza dei titoli: «Borse europee in rosso. Spread vola oltre 430». Poco sotto: «Bankitalia: a marzo debito pubblico record». Di nuovo subito sotto: «Benzina +20,9%, record da 29 anni. Carrello spesa al 4,7%, top dal 2008». A commento, una serie di riflessioni che attribuiscono la colpa di questi dati disastrosi un po’ alla situazione greca, un po’ alla refrattarietà italiana a piegarsi ai sacrifici, preferendo magari, in alcuni casi, il suicidio, o la possibile instabilità dovuta alla recrudescenza della sovversione organizzata. Analisi conformiste. E inutili.

di Davide Stasi (nel Quotidiano)

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