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MONTI E HOLLANDE, I PROFETI DEL PIL

Totale convergenza su tutto, dalla crescita che verrà (forse) alla Tav che si farà (di sicuro)

Dire che loro due sono d’accordo è poco. Quello tra Mario Monti e François Hollande, almeno a giudicare dall’incontro che hanno avuto oggi a Roma e dalle relative dichiarazioni, è un afflato quasi mistico. E lascia un po’ increduli, e assai compiaciuti, anche i diretti interessati.

Sottolinea Monti: «Ho ascoltato con particolare attenzione il presidente Hollande per vedere se ci fosse una parola con cui non fossi d'accordo: non l'ho trovata».

Il presidente francese è meno esplicito, ma in fondo non ce n’è bisogno. Gli obiettivi sono gli stessi, così come i metodi per cercare di raggiungerli. Hollande riconosce volentieri i meriti dell’Italia, che «ha dato prova di serietà sul bilancio pubblico». Del resto, il filo conduttore è una sorta di ecumenismo. In cui tutti non solo si danno un gran daffare ma vi provvedono volentieri. Con determinazione ed entusiasmo.

«Se vogliamo ripristinare la fiducia – aggiunge Hollande – non dobbiamo avere dubbi sulla zona euro, ne usciremo solo insieme. Con l'Europa. Questa è una occasione per tutti per contribuire».

Monti non è da meno. E infatti sottolinea che c’è «un fervore di attività per dare attuazione completa ai deliberati del 28-29 giugno. Ognuno di noi è impegnato a condurre nel proprio Paese la politica economica finanziaria. Fare i compiti a casa è indispensabile ma non basta».

E in questo clima così armonioso – al punto che nessuno crederebbe che l’uno si definisce socialista e l’altro no, o viceversa - arriva pure la conferma che la Tav si farà. Unendo materialmente Torino a Lione. Unendo simbolicamente tutti gli italiani, se sono come Monti, e tutti i francesi, se sono come Hollande.

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