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MAXISCIPPO A GRILLO E AL M5S

Presentata al Viminale una lista-fotocopia: un’assurdità resa possibile dalla follia delle norme vigenti

Dovrebbe essere letteralmente impossibile, e quindi impensabile. Invece, per una delle tante anomalie che esistono nel nostro Paese, e che sopravvivono nonostante la loro palese iniquità/stupidità, può succedere eccome: in vista delle Politiche vengono presentate, alla sede centrale del ministero degli Interni, delle liste che scopiazzano, o ricopiano pari pari, il nome e il simbolo di altri movimenti e partiti. Dopo di che, conta l’ordine cronologico con cui si è provveduto alla consegna, che va effettuata di persona e a partire da una data che è uguale per tutti. Detto in maniera spiccia, chi prima arriva meglio alloggia.

Il problema, sia chiaro, riguarda solo le formazioni che non abbiano ancora partecipato alle elezioni nazionali, quand’anche si siano già candidate alle Regionali. La conseguenza, delirante, è che davanti al Viminale si formano delle file con un anticipo di alcuni giorni rispetto alla fatidica apertura degli uffici deputati alla ricezione. Delle file, bisogna subito aggiungere, che non sono certo formate dai legali rappresentanti delle diverse entità ma da persone qualsiasi, che nella migliore delle ipotesi sono dei militanti ma che spesso sono solo degli addetti, o degli inservienti, pagati ad hoc.

In forza di tutto questo – che, ribadiamolo, è permesso da normative assurde che non tutelano i soggetti “autentici” e che sembrano fatte apposta per incentivare ogni sorta di raggiro, o di azione di disturbo – eccoci dunque al caso di giornata. Che riguarda innanzitutto, ma non solo, il MoVimento 5 Stelle.

Oltre alla lista-fotocopia di quella di Grillo, infatti, ce n’è un’altra che utilizza la stessa dicitura “Rivoluzione civile” del Movimento Arancione di Ingroia e De Magistris, e un’altra ancora che riecheggia la “Scelta civica con Monti per l’Italia” inalberando, grazie a un oscuro candidato di nome Samuele Monti, un assai equivoco “Per l’Europa Monti presidente”.

Insomma: una serie di speculazioni truffaldine che andrebbero impedite a priori o, se non altro, sanzionate duramente in sede penale. Configurando inoltre, laddove emergano responsabilità non solo individuali, l’associazione a delinquere.

La prima domanda da porsi, quindi, è quella che formula anche Grillo sul suo blog: «Chi c’è dietro?». In altri termini: sono solo iniziative estemporanee di piccoli opportunisti o c’è qualcosa, o qualcuno, di maggior rilievo?

Magari, oltre a dare la caccia ai manifestanti violenti, il ministro Cancellieri potrebbe occuparsi anche di questo. 


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