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La crisi autoinflitta non è finita

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crisi 20130120

da Phastidio.net

Su Voxeu, un articolo di Paolo Manasse illustra in modo molto efficace tutti gli errori capitali compiuti in Eurozona nella gestione della crisi, ma soprattutto giunge alla conclusione che le forze alla base della divergenza intracomunitaria sono non solo ancora all'opera, ma stanno pure rafforzandosi. Qualcosa di cui avevamo percezione, in effetti.

Manasse confronta Stati Uniti (l'antico epicentro della crisi) con Eurozona (il nuovo e più potente epicentro di una crisi in misura dominante autoinflitta), sulla base di tre parametri: conseguenze (transitorie o permanenti) dello shock, risposte di policy (attive o passive), natura degli shock (simmetrici o asimmetrici). La crisi, come noto, è partita dagli Stati Uniti, da lì diffondendosi all'Eurozona ed al resto del mondo, in vario grado ed intensità. Ma gli Usa sono usciti prima e meglio dalla crisi mentre l'Eurozona, che sembrava seguire la traiettoria americana di ripresa, nel 2010-2011 si è incartata, e sappiamo bene perché.

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