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L'azionariato dei dipendenti

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azionariato dipendenti 20130127

di Aldo Giannuli - Aldo Giannuli Blog

Dalla Confindustria alla Fiat, sino alla Lista Monti (non che il percorso sia tanto lungo!) molti chiedono la crescita della produttività del lavoro per reggere la concorrenza sul mercato globale. Niente di nuovo: si sta cercando di abbassare il costo unitario per prodotto, pagando lo stesso salario, musica vecchia. Comunque, il problema di reggere la concorrenza dei paesi emergenti, dove il costo del lavoro è seccamente più basso (sia per i livelli retributivi, sia ed ancor di più per i cambi valutari) non è un problema inventato ma reale. E, dunque, può anche starci il fatto che cerchiamo di abbassare il costo unitario per prodotto. Però: dove sta scritto che questo deve produrre solo profitto per l’imprenditore?

Certo, se all’incremento produttivo corrispondesse un aumento di paga più o meno corrispondente non avremmo fatto molto: avremmo solo ammortizzato un po’ di impianti. Ma questo non vuol dire che i lavoratori debbano solo offrire una quota di forza lavoro eccedente a titolo gratuito. Ad esempio, questa ulteriore prestazione di lavoro potrebbe essere – almeno in parte  compensata in forma di azioni e, in futuro, è possibile pensare che una parte degli aumenti salariali venga corrisposto sotto forma di azioni, quel che non presuppone un esborso da parte dell’impresa, ma compensa il lavoratore associandolo agli utili ed al potere decisionale di impresa.

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