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Inchiesta - Alba Dorata: Neonazisti, sì, ma anche molto altro da comprendere

Il recente arresto del leader Nikos Michaloliakos (lo scorso 28 settembre) da parte delle forze di polizia e la revoca, solo ieri, dell'immunità parlamentare per altri sei deputati del partito greco denominato Alba Dorata, impone ancora di più di fare il punto su una realtà, quella di questo particolare partito in Grecia, che rappresenta un fenomeno molto importante da comprendere. Per comprensione intendiamo non solo conoscerne la storia, le sue caratteristiche e le sue istanze, ma anche il clima che ne ha consentito una ascesa elettorale enorme.

I punti di interesse sono molti, perché Alba Dorata, al di là di essere una realtà politica con notevolissimo seguito sociale e diversi motivi di un certo interesse giornalistico, porta con sé anche una serie di fenomeni a essa collegati che, in modalità diverse, sono presenti in larga parte d'Europa. E sono conseguenza dello stato di crisi terribile che i popoli europei sono costretti a subire, senza apparente via di scampo, da quando la finanza internazionale, e in senso lato il nostro modello di sviluppo, ha iniziato a presentare i conti di un meccanismo infernale, insostenibile, e fallimentare sotto ogni punto di vista.

A nulla varrebbe, a tal proposito, cercare di informarsi attraverso i grandi media del nostro Paese: ce ne siamo accorti nel corso di un periodo di studio approfondito proprio su Alba Dorata. Anche solo dal punto di vista meramente giornalistico, attualmente nel nostro Paese sono presenti notizie e approfondimenti che nella migliore delle ipotesi sono sciatti e indecorosi proprio sotto l'aspetto della deontologia professionale, spessissimo sono fortemente condizionati da una ideologia residua del passato che impedisce, per riflesso condizionato, di andarne oltre o, e solo in alcuni casi, pur essendo rigorosi mancano di una riflessione profonda su un fenomeno che pure è determinante da capire. Sempre che si abbia la voglia di farlo, cioè se ne sia capita l'importanza, e sempre che si voglia affrontare la cosa con criteri analitici.

Lo diciamo subito: dai documenti che abbiamo visionato, dalle interviste che abbiamo raccolto, dai libri che abbiamo studiato sulla materia, crediamo di essere in grado di tracciare un ritratto piuttosto eloquente di Alba Dorata e del clima nel quale è cresciuto così tanto. Non ci arroghiamo la presunzione di averne capito del tutto la natura, e in diverse occasioni, come sarà più chiaro in seguito scorrendo le varie puntate di questa inchiesta, offriremo degli spunti di riflessione che sono ovviamente condizionati dalla nostre personali formazione e conoscenza. Sarebbe ipocrita negarlo. Sarebbe però poco utile, a nostro avviso, fare diversamente: senza offrire dei riferimenti con altre realtà e dei collegamenti che ci appaiono utili rischieremmo di operare solo una ricognizione aneddotica, mentre siamo convinti che andare più a fondo e offrire una chiave di lettura sia più utile alla comprensione del tema. Almeno per i nostri lettori, già abituati a una certa profondità di analisi. Questo per quanto attiene al metodo, e a premessa di tutto quanto segue e seguirà nei prossimi giorni. 

Dunque Alba Dorata. Non è una bella storia. E molto altro rispetto ai pur tanti motivi di curiosità, interesse, e se vogliamo anche partecipazione emotiva a dei comportamenti che una forza apparentemente esposta in opposizione al modello dominante presenta, dobbiamo sottolineare da subito la natura profonda, storica (questo movimento politico ha una storia molto lunga, come vedremo) e intrinseca che è principale rispetto a tutto il resto: Alba Dorata è un partito di cristallina natura derivante dal nazismo tedesco e porta avanti sopra a ogni altra cosa una - e verrebbe da dire, profondamente "unica" - istanza: quella dell'intolleranza di matrice xenofoba.

Metteremo in fila una serie di elementi, da quelli storici a quelli relativi ai suoi componenti e dirigenti, da quelli aneddotici a quelli di recentissima attualità, in grado di delineare chiaramente ciò che abbiamo appena affermato. Con tutto quello che ne consegue.

Si tratta, per molti versi, di una realtà che presenta le medesime derive piccine di tanti partiti italiani, che utilizza i media e le occasioni dell'attualità per mera utilità di marketing e che ha notevolissimi elementi di meta-racconto personale che definire ridicoli, oggi, è riduttivo. Ha anche scheletri nel proprio armadio, e ingombranti per giunta, che sotto diversi aspetti tenta essa stessa di nascondere, comprendendone la negativa esposizione, ma allo stesso tempo è riuscita a penetrare fortemente nelle coscienze e nelle preferenze del popolo ellenico perché, bisogna pur dirlo, soddisfa dal punto di vista politico e da quello pratico una serie di esigenze reali che evidentemente i greci sentono di poter ricevere da questo partito. E che invece lo Stato non è in grado di garantire ma neanche di tentare di affrontare. 

Che la natura nazionale e sociale di Alba Dorata sia presente e sbandierata proprio in un momento in cui, in Grecia, complice l'operato della troika, vi sia un attentato alla nazione e agli aspetti sociali è cosa che molti cittadini hanno colto. Ed è il motivo principale della sua ascesa.

E per capire questo si deve fare opera di chiarificazione sui termini "socialismo nazionale". Anche se poi ciò è troppo frettolosamente tradotto in nazionalsocialismo, e quindi, spregiativamente, in nazismo, si deve evitare di cadere nella demonizzazione pregiudiziale di due istanze - ribadiamo: quella nazionale e quella sociale - che proprio oggi devono invece essere rivendicate con forza da tutti gli uomini che vogliono ostacolare il modello dominante che ci sta schiacciando. 

Beninteso, il termine "nazista", in occasione di Alba Dorata, è pertinente, come vedremo.

Ma sarebbe un errore per tutti liquidare il fenomeno senza prenderne conoscenza nella sua interezza, ed evitare di entrare nei dettagli e nelle implicazioni della sua presenza sulla scena politica (per ora greca, ma come vedremo non solo greca) voltando pagina disgustati dopo averne appreso appena i punti salienti. Perché - ribadiamo - se si capiscono i metodi e i motivi per i quali un partito del genere è riuscito a entrare nel Parlamento di Atene e nel cuore e nelle menti di tante persone, si sarà in grado di comprendere una traiettoria e una deriva che riguarda l'Europa nel suo complesso, e non solo. Riguarda la società mutilata nella quale viviamo oggi. Riguarda noi stessi.

(1 - continua)

Valerio Lo Monaco 


Qui la seconda parte: Alba Dorata: dalla rivista al partito. Una storia di trent'anni

 

 

Contenuto nella Raccolta settimanale del 19/10/2013
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