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Anche Parigi spiata dalla Nsa. Ma non a sua insaputa

Edward Snowden continua a centellinare rivelazioni sulle pratiche dell’Nsa, la National Security Agency statunitense. L’ex analista della struttura di spionaggio, noto per averne spiattellato la “pervasività” planetaria ed essere entrato per questo nella lista nera di Washington, ha parlato ancora. La scorsa settimana, attraverso il giornale tedesco Der Spiegel, Snowden ha rivelato che la Nsa ha sistematicamente spiato per anni il governo messicano, comprese le e-mail del presidente attuale Enrique Peña Nieto, e del suo predecessore Felipe Calderon.

E ancora ha rivelato, attraverso Le Monde, un altro spionaggio, e sempre ai danni di “amici”. Il giornalista (ex del Guardian) Glenn Greenwald ha co-firmato col collega di Le Monde Jacques Follorou un articolo nel quale ha riportato le ultime rivelazioni dell’ex analista, e cioè che tra il 10 dicembre 2012 e l'8 gennaio 2013 la Nsa avrebbe intercettato circa 70 milioni di telefonate di cittadini francesi, per una media di 3 milioni di dati raccolti ogni giorno. Parigi ha reagito con stizza: «Queste rivelazioni sono scioccanti e richiederanno delle spiegazioni precise dalle autorità americane nelle prossime ore», ha commentato il ministro degli interni francese Manuel Valls.

Ma non è la rivelazione in sé che pare avere infastidito i francesi, se è vero il commento che si legge nell’articolo apparso su Le Monde, e cioè che le autorità sapevano: «Il futuro spiegherà forse, un giorno, perché Parigi è rimasta così discreta, rispetto a Berlino o Rio, dopo le rivelazioni sui programmi di spionaggio elettronico americano nel mondo. Perché la Francia è stata altrettanto coinvolta e dispone oggi di prove tangibili del fatto che i suoi interessi sono quotidianamente presi di mira», affermano Greenwald e Follorou. Per spiegarsi tale “distrazione” basta ricordare il blocco del sorvolo aereo da parte dell’aereo presidenziale boliviano, nel luglio scorso, sospettato di ospitare proprio Snowden in fuga dalla Russia.

Proprio la Francia (con Italia, Spagna e Portogallo) aveva negato il sorvolo del velivolo con a bordo il presidente Evo Morales, evidentemente su richiesta statunitense. Tanto pronti a esaudire le richieste degli “amici” d’oltreoceano quanto a tenere certe magagne sotto il tappeto. Anche a scapito della stessa popolazione francese.

(a.l.)

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