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Londra insiste sul nucleare. E lo delega

Il governo britannico ha dato il via libera alla prima centrale nucleare del Regno Unito di nuova generazione. La francese EDF Energy, che ancora non ha tuttavia preso una decisione finale sull’investimento, sarà a capo del consorzio che include anche investitori cinesi, la China National Nuclear Corporation e la China General Nuclear Power Corporation. Lo stabilimento sarà quello già esistente di Hinkley nel Somerset. Il governo sostiene che l’operazione aiuterà il Regno Unito a dipendere meno dai combustibili fossili e ad abbassare i costi energetici in futuro. I critici invece avvertono che garantendo al gruppo di fissare il prezzo dell’elettricità a due volte il livello corrente farà lievitare i costi. Il ministro per l’Energia Edward Davey, indora la pillola affermando che «per la prima volta, una centrale nucleare in questo paese non sarà stata costruita con i soldi dei contribuenti britannici». Il ministri britannici e l’EDF hanno discusso per più di un anno sul prezzo minimo che la società otterrà per l’elettricità prodotta, con il governo che ha stimato il costo della costruzione in 16 miliardi di sterline. Le due parti si sono accordate per 92.50 sterline/megawatt all’ora. Quasi due volte il costo attuale all’ingrosso dell’elettricità. Il prezzo scenderà a 89.50 sterlina per megawatt/ora se il Gruppo EDF porterà avanti i progetti per lo sviluppo di un’altra centrale a Sizewell nel Suffolk. Davey ha affermato che l’accordo è «competitivo» rispetto ad altri sistemi di produzione di energia pulita e di centrali a gas. Tuttavia, citato dalla Bbc, il Dr Paul Dorfman, dell’Energy Institute dell’University College of London, ha contestato il progetto affermando che «questo equivale in realtà a una sovvenzione e la coalizione aveva detto che non avrebbe mai sovvenzionato il nucleare» aggiungendo che «quello che noi calcoliamo essere da 800milioni a 1 miliardo di sterline l’anno che il contribuente del Regno Unito e consumatore di energia andrà nelle tasche cinesi e a società francesi, quindi essenzialmente quei governi».

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