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Siria: fissata la data della conferenza di pace

Dopo una infinita serie di rinvii, ogni volta che sembrava avviata la via diplomatica per la soluzione della crisi siriana, la data per la conferenza di pace “Ginevra 2” sarebbe stata finalmente e definitivamente fissata per il 22 gennaio 2014, ma visti i precedenti il condizionale è d’obbligo.

La conferenza propriamente detta sarà preceduta da un incontro trilaterale ONU-Russia-USA il 20 dicembre prossimo, una delle date inizialmente previste per “Ginevra 2”, dove i padrini delle parti in causa si daranno il compito di rappresentare gli interessi dei belligeranti e cercheranno un primo compromesso di massima su cui far partire i negoziati, evitando così che un immediato confronto diretto ribelli-Assad porti a rotture insanabili fin dalle prime battute dei negoziati.

Questo almeno da un punto di vista formale e ufficiale, ma è lecito pensare che Russia e USA baderanno in primis ai propri interessi, mediandoli con quelli delle fazioni siriane da usare come pedine sacrificabili in un gioco più grande di loro. Operazione, questa, più facile per la Russia, che riesce ad agire in maniera coordinata con Assad, anziché per gli USA, i quali hanno scarso controllo sui ribelli, che infatti non è stato semplice portare al tavolo della pace.

Non si può, però, non concordare con l’inviato speciale dell’Onu, Lakhdar Brahimi, che, in una discussione in diretta telefonica con la controparte siriana, ha dichiarato: «È un’opportunità gigantesca per la pace. Non dobbiamo gettarla via. Non attendete l’inizio dei colloqui per fare qualche gesto di buona volontà. Diminuite la violenza, liberate dei prigionieri». Pace che adesso è anche interesse degli Stati Uniti, proprio perché a Washington hanno dovuto accettare l’impossibilità di tenere sotto controllo gli insorti e, quindi, uno scenario di stampo libico non è più conveniente, considerato anche che in Libia si è dovuto registrare un fallimento totale della strategia: i cirenaici, diventati ora, per la stampa mainstream, islamisti dopo esser stati civili inermi insorti per la libertà, continuano nel tentativo separatista.

Al contrario dei negoziati sul nucleare iraniano, non filtra nessuna indiscrezione. Addirittura non è ancora nota la lista dei partecipanti alla conferenza di pace, tuttavia il segretario generale dell’Onu, Ban Ki Moon si è comunque felicitato di questa nuova opportunità di discutere un cessate il fuoco in Siria: «La sola maniera di metter fine alle violenze è quella di creare un governo che integri tutte le parti in conflitto. Sarebbe imperdonabile non approfittare di questa opportunità per mettere fine a questi lutti e violenze».

Difficile non essere d’accordo, ma il gioco non è condotto né dal popolo siriano, né mettendo al primo posto le sue esigenze, come evidenzia l’incontro trilaterale preliminare.

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