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Morsi a processo. Kerry ribadisce i legami con Il Cairo

È iniziato oggi il processo al deposto presidente egiziano Mohammed Morsi, esponente della Fratellanza Musulmana. Il primo capo di Stato dell’era post-Mubarak, eletto il 24 giugno 2012 e deposto dai militari lo scorso 3 luglio è arrivato in elicottero al tribunale del Cairo. Morsi è accusato di incitamento alla violenza e all’omicidio, reati per i quali rischia la pena di morte, in merito alla durissima repressione della manifestazione contro di lui svoltasi il 5 dicembre 2012 davanti al palazzo presidenziale in un clima di crescente disapprovazione per le sue politiche autoritarie e improntate al confessionalismo. Assieme al deposto capo di Stato sono comparsi davanti ai giudici per lo stesso episodio altri 14 leader della Fratellanza musulmana, tra i quali Mohammed el-Beltagy e Essam el-Erian, numero due dei Fratelli, ricercato dal 10 luglio e arrestato lo scorso 30 ottobre. Domenica, in visita a Il Cairo, il segretario di Stato nordamericano John Kerry ha sollecitato le nuove autorità egiziane, di fatto i militari, a non prolungare lo stato di emergenza imposto al Paese in questi mesi, la cui scadenza é fissata il 14 novembre. Nulla sul trattamento riservato a Morsi, l’importante per Washington è tenere buoni rapporti con l’Egitto, da chiunque sia governato.

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