Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Il Ribelle e Grillo, chiariamoci che è meglio

"Il ricambio dei parlamentari è già avvenuto", scrive un nostro abbonato ieri. Vero, verissimo. Parziale ma sostanzioso. Ora è però in merito al "che cosa servirà" che bisogna ragionare.

Davide Stasi ha avuto da sempre una posizione molto critica sul MoVimento 5 Stelle. Alessio Mannino piuttosto favorevole. Io e Federico Zamboni, invece, così come Ferdinando Menconi e Luciano Fuschini, pur prendendone le distanze (elettorali) ci siamo cimentati ogni volta cercando di ragionare sulle implicazioni del fenomeno invece di soffermarci unicamente sul voto o sul non voto, e così continueremo a fare. 

Massimo Fini, poi, è stato chiarissimo: 

Io non voto

Io non voto, perché non credo più, da tempo, alla democrazia rappresentativa. In questo senso ho scritto, nel 2004, anche un libro, Sudditi. Manifesto contro la Democrazia. Detto questo quel che mi auguro è quello che si augura Beppe Grillo: che questa classe dirigente, comprendendo in essa i suoi lacchè giornalisti e massmediatici, responsabile da almeno trent’anni di un disastro che prima ancora che economico è sociale ed etico, venga spazzata via, se non proprio immediatamente nel giro di pochi mesi. Con le buone ma anche, se necessario, con le cattive.

Ciò che avverrà dopo non lo sappiamo. Ma come ha detto uno dei rappresentanti di 5Stelle: meglio un salto nel buio che un suicidio assistito.

Massimo Fini

Non si può dire pertanto che qui al Ribelle non ci sia la più ampia panoramica delle posizioni, sul tema. In merito ai lettori, fatta eccezione per gli invasati, i militanti perfetti (e in molti casi anche un po' ingenui) che pure tra gli abbonati ci sono, e che hanno peraltro reagito ai risultati elettorali con la medesima attitudine emotiva, e in qualche caso isterica, ai nostri articoli che, in un verso, in un altro o in un altro ancora, tutto sono stati (e saranno) fuorché allineati a quelli di tutti gli altri media omologati, il dibattito è stato ed è ampio. 

Una cosa è certa: dal punto di vista giornalistico sarebbe stato un errore non parlare di Grillo e del MoVimento anche quando - è successo anche questo, sì - il giornale veniva criticato aspramente anche per il solo fatto di parlarne. E ovviamente continueremo a parlarne e a ragionarci sopra, con un avvertimento: lo faremo con la medesima modalità con la quale affrontiamo gli argomenti di politica interna, cioè marginalmente perché marginalmente influiscono sui discorsi più ampi e più determinanti che sono invece propri del Ribelle - e di Massimo Fini stesso che ne è il fondatore. Né più, né meno. 

Poi, è evidente, dovesse verificarsi il "salto quantico" che molti prevedono (o auspicano?) per Grillo e per come possa incidere pur da dentro il Parlamento ai fini dei problemi più ampi, naturalmente seguiremo di pari passo l'evolversi delle cose. Con la dovuta attenzione che meriterebbe, nel caso, un fenomeno del genere.

Questo tanto per chiarire e soprattutto ribadire - credo ce ne sia bisogno, almeno per qualcuno - quella che è, da sempre, la linea editoriale di questo giornale.

Da ultimo: estremi inclusi, cioè isterici invasati da una parte e durissimi e purissimi dall'altra, mi si perdoni la troppo sintetica e ironica definizione - non polemica, sia chiaro - direi che questo, davvero, è un giornale aperto a tanti aspetti e spunti che non smettono personalmente di incuriosirmi (e stupirmi) periodicamente. Il che è un bene inestimabile.

vlm

PS Per molti altri, che magari si sono espressi un po' frettolosamente, suggerisco di andare a leggere il numero 50 del Mensile, qui, dove ci sono alcuni densi articoli sul fenomeno Grillo tra il centinaio che abbiamo già pubblicato sul tema.

I nostri Editori

Afghanistan: kamikaze contro bus esercito

Rassegna stampa di ieri (26/02/2013)