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Attentato suicida in Mali

In Mali è cominciato quello che sarà il solito stillicidio di attacchi suicidi, ad iniziarlo è stato un tuareg a bordo di una moto, che si è fatto esplodere in prossimità di un gruppo di soldati regolari, ferendone uno. L’attentato segue la rivendicazione della bomba del Movimento per l’unicità e la jihad nell’Africa occidentale, che giovedì ha ucciso quattro soldati.

Vittime maliane, nulla contro le forze francesi, che da una parte hanno acquisito una buona esperienza nella difesa da questo tipo di azioni, ma dall’altra potrebbe non esserci interesse a provocare truppe che sarebbero sul punto di lasciare il paese e potrebbero venire tentate di restare.

La guerra civile è in pieno svolgimento, ma non è solo fra separatisti e jihadisti contro il potere centrale, quanto anche tra altre fazioni che sono in lotta: è stato condotto un attacco a Bamako da parte dei regolari contro una base dei Berretti rossi, paracadutisti d’élite fedeli all’ex-presidente Amadou Toumani Touré, destituito in marzo da un golpe militare. Questa volta la ragione è stata il rifiuto di questi di andare a nord a combattere i ribelli, ma il rifiuto non significa appoggio alla jihad, quanto semplicemente il rifiuto di appoggiare il governo in carica.

Ben si comprende quindi la riluttanza dei francesi ad invischiarsi nel ginepraio maliano ed anche la fretta che hanno nel volersene tirare fuori finché sono in tempo.

(fm)

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