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BANCHE: LA TRUFFA SI CHIAMA BAIL-IN. E LA UE LA FA SUA

Non proprio una novità assoluta, visto che in caso di fallimento delle banche il limite di centomila euro come massimale garantito esiste già, ma allo stesso tempo un’espansione concettuale che ha implicazioni gravissime, e che risulta ancora più inquietante per il momento in cui arriva. Ossia nel pieno della rapina legalizzata ai danni dei correntisti delle banche cipriote. E, come se non bastasse, a ridosso delle dichiarazioni assai contraddittorie rilasciate ieri, nel giro di poche ore, dal presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, che non abbiamo mancato di commentare (qui).

Come riferisce la Reuters, infatti, la Commissione europea ha allo studio una legge comunitaria nella quale, secondo quanto dichiarato da una portavoce nel corso di una conferenza stampa che si è svolta oggi, non si esclude «che i depositi sopra i centomila euro possano essere strumenti utilizzabili per i bail-in». Traduzione: superato tale importo le somme dei correntisti potranno essere assorbite nel vero e proprio patrimonio delle banche in difficoltà, subendo delle decurtazioni più o meno cospicue nell’ambito delle procedure di consolidamento o di liquidazione. 

Al posto del classico bailout, che è il salvataggio con soldi provenienti da finanziatori esterni, e magari pubblici come negli USA della crisi del 2007-08, ecco dunque il “salvataggio interno”. La nuova liquidità viene trovata pescando nei fondi dei clienti, i quali diventano, loro malgrado, una sorta di soci involontari della banca. Ma soltanto, giova aggiungere, perché essa è in piena crisi, se non proprio al tracollo. Il che, di fatto, ricorda il famigerato (e vietato) “patto leonino”, di cui all’articolo 2265 del Codice Civile.  

A confermare che l’obiettivo è questo, sempre oggi si sono aggiunte le parole, citate anch’esse dalla Reuters, del deputato svedese Gunnar Hokmark, aderente al Ppe: «i conti sopra i centomila euro non sono protetti e devono essere trattati come parte del capitale su cui intervenire».

Insomma: chi mette i suoi soldi in una banca sarà sempre più a rischio di vederseli sottrarre. E non ci si lasci ingannare, please, dall’ammontare della somma “protetta”, che può sembrare elevata ma lo è sì e no per quei privati cittadini che non svolgano attività professionali o imprenditoriali di una qualche consistenza.   

 

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