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AAA Francia affittasi

Che la Francia fosse in crisi conclamata ce ne eravamo accorti già da tempo. Ben prima di quando Hollande dovette ammettere che il Paese non sarebbe riuscito a centrare gli obiettivi imposti dalla Ue e dunque fosse costretto a chiedere uno spostamento dei termini per rientrarvi (presto concesso, ovviamente, dall'Europa che non avrebbe potuto fare altrimenti). E ora c'è un aggiornamento non da poco, sia dal punto di vista pratico sia da quello prettamente simbolico: la Francia ricorre sempre di più all'affitto delle sue proprietà statali per fare cassa.

Luoghi che una volta erano del tutto inaccessibili sono ora offerti a chiunque, avendo un po' di soldi, chieda di affittarli. Sfilate di moda, serate private, jet set o una delle tante cerimonie inutili cui ricorrono molto spesso i parvenu di ogni ordine e grado possono ora svolgersi quasi ovunque.

Lo Stato mette a disposizione la bellezza di non meno di 4000 siti, tutti affittabili, attraverso un vero e proprio catalogo on-line. 

Siamo alla mercificazione totale, e di bassa lega, di storia e cultura. Sia chiaro: è un fenomeno già in atto, e in molte parti del mondo, Italia inclusa, per chi abbia la fortuna di possedere qualche residenza o luogo di un certo prestigio. Ma che proprio l'Eliseo, pomposamente circondato dall'aurea della grandeur che si autoproclama in continuazione, decida di vendersi in questo modo è un segno inequivocabile della decadenza assoluta - e dell'emergenza economica - nella quale versa il cuore dell'Europa.

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