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Alcuni effetti collaterali del caso Cipro (2)

Oltre a quelli che abbiamo già descritto (qui) è la volta di  prendere in esame un secondo punto che dovrebbe essere all'attenzione del giorno, non fosse che il mainstream è ancora preso dalle bufale del governo italiano in fieri (o già decaduto).

Un'altra conseguenza dell'esperimento cipriota sarà con molta probabilità quello di spingere ancora più in basso le condizioni economiche degli altri, stavolta grandi, Paesi Piigs d'Europa. Spagna e Italia soprattutto, oltre al Portogallo e, sebbene per ora con effetti minori, anche la Francia.

Il prelievo forzoso messo in atto a Cipro, oltre alla natura fraudolenta in sé, naturalmente non risolve nulla del problema centrale di questo piccolo Paese. Siccome l'operazione attuale serve a rifinanziare il settore bancario, ma non interviene sulla ristrutturazione del debito cipriota, il tutto si può derubricare al classico spostamento in là dei nodi al pettine. Nel frattempo c'è stato uno spostamento di ricchezza dal settore privato a quello della speculazione, ma i problemi che hanno portato Cipro alla situazione attuale rimangono irrisolti. E si ripresenteranno a breve. Con ulteriori norme dalle quali, se la mossa di oggi ha insegnato qualcosa, i ciprioti cercheranno di fuggire.

E veniamo agli altri. Siccome il messaggio implicito di tutta l'operazione è quello che sono - e saranno - i risparmiatori e i contribuenti europei a pagare per la crisi in atto anche mediante i propri denari depositati in banca, se non si è del tutto sprovveduti, chi ha denari li farà sparire. Non parliamo dei pesci piccolissimi, che forse non riescono neanche a concepire nella sua interezza l'esproprio in corso. Ma certamente quelli con un po' di pelo sullo stomaco correranno ai ripari.

Che significa? Fatale: ci sarà, con molta probabilità, una ulteriore fuga di capitali dai Paesi in difficoltà, che già stanno avendo emorragie in tal senso, aumentandone la velocità nel crollo.

Il meccanismo a Cipro è chiaro: i 10 miliardi forniti dalla Ue sono un prestito che i ciprioti dovranno rimborsare (il calcolo prevede, al momento, circa 10 mila euro a testa, bambini inclusi) il quale andrà a sommarsi al prelievo forzoso di oggi. Per di più il crollo è solo rimandato. Ma mentre i creditori hanno acquistato tempo, dall'operazione di oggi, questo tempo sarà probabilmente utilizzato da tanti altri soggetti per fuggire da Paesi che, a livello economico, fiscale e bancario, non possono più garantire alcuna stabilità né certezza.

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