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Libia: attentato al presidente dell’assemblea che vuole il disarmo delle milizie

Nel sostanziale silenzio dei media, in Libia continua la guerra tribale, se non civile, ed il Ministero della Difesa di un governo che ha scarso controllo del proprio territorio ha annunciato che, a partire dalla settimana prossima, inizierà il disarmo delle milizie “illegali”.

La suddivisione fra milizie “legali” ed “illegali”, che sarebbero quelle non riconosciute dai consigli militari locali o che rifiutano di porsi sotto il controllo del ministero dell'Interno, fa pensare ad una operazione mirata a disfarsi della dissidenza, anche se armata, operata da un governo debole, che deve appoggiarsi a fazioni cui dovrà essere pagato il conto una volta finita l’operazione.

A riprova dello scarso controllo su territorio e frange armate la risposta delle milizie avverse al regime è stata una «una pioggia di proiettili», come l’ha definita il quotidiano al Quds, contro l’auto del presidente del Parlamento libico, Mohamed Magarief, che è miracolosamente rimasto illeso.

Con questi inizi l’operazione di disarmo si preannuncia lenta e di dubbio successo.

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