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Libia: l’arsenale per tutte le stagioni

Dal Mali alla Siria, passando per la Striscia di Gaza, mai i guerriglieri sono stati equipaggiati così riccamente. Il contrabbando classico non basta a spiegare la situazione e coprire le esigenze, sia per i costi elevati che per il monitoraggio costante cui sono sottoposti i produttori, e la chiave di volta è in una specie di outlet della morte a disposizione di tutti, o quasi: l’ex arsenale di Gheddafi.

La Libia del Raìs era un paese potentemente armato e se un qualche controllo atlantista ha colpito gli armamenti pesanti, quelli leggeri o portatili sono stati messi in libera vendita. La responsabilità di tutto ciò è da individuarsi in chi ha voluto il caos nel paese, senza curarsi delle conseguenze o, peggio, gestendole al meglio: il principale mercato di sbocco per le armi d’occasione è la Siria.

Pertanto le critiche che vengono mosse a certi stati, perché fornirebbero materiale bellico al regime di Assad, sono massimamente ipocrite, poiché vengono da quegli stessi paesi che, pur non fornendo ufficialmente armi ai ribelli, permettono che questi siano ampiamente equipaggiati dal mercato parallelo, che controllano quasi totalmente.

Un quasi che fa sì che l’outlet possa rifornire anche Mali e Gaza, ma sono piccole sbavature che non inficiano il grande successo dell’operazione commerciale: armare i ribelli di comodo e seminare guerra senza sporcarsi le mani.

(fm)


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