Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Wounded knee, genocidio all’asta

Il sito dell’ultimo atto del genocidio degli indiani d’America, o nativi americani se preferite, rischia di essere venduto con una base d’asta inavvicinabile per la povera tribù dei Sioux Orlala, che vi fu massacrata: 3,9 milioni di dollari.

La possibilità di vendere il sacrario nasce dal fatto che i gli invasori, che avevano lasciato quello straccio di terra all’interno delle miserevoli riserve indiane, avevano deciso che le vittime dovevano aderire al capitalismo e per abituarli all’idea decisero di assegnare i lotti di terra non alla tribù, ma ai singoli individui: un’erede dell’assegnatario di quel lotto si sposò con un bianco ed i loro discendenti vendettero il sacrario ai Czywczynski, una famiglia polacca.

Nonostante il sito fosse stato dichiarato National Historic Landmark, è rimasto in mani private ed è quindi esposto a qualsiasi forma di speculazione edilizia, operazione non riuscita ai Czywczynski, che avrebbero voluto costruirvi un motel, e che, quindi, ora intendono disfarsene.

I Sioux sarebbero impossibilitati all’acquisto, visto il costo proibitivo proposto dai proprietari, anche se negli USA sostengono che le tribù, grazie agli indennizzi graziosamente concessi per il genocidio, non sarebbero così povere e che la vendita avrebbe potuto essere evitata, se la tribù non si fosse opposta al piano del senatore Tom Daschle, che voleva far acquisire al demanio statunitense il sito del massacro, ma era per loro inaccettabile che quelle terre divenissero proprietà dell’invasore.

I soldi avrebbero, invece, potuto averli se avessero accettato un indennizzo di 100 milioni di dollari, proposto loro a seguito di una sentenza che aveva dichiarato illegale l’acquisizione delle Black Hills da parte del governo di Washington, ma i Sioux lo hanno rifiutato, pretendendo invece la restituzione delle loro montagne sacre: esistono ancora popoli per i quali tradizione e dignità sono più importanti di qualsiasi somma di denaro e non sono incompatibili con la povertà. 

Una mentalità che ha reso inevitabile il loro massacro da parte di chi ha fatto della ricchezza l’unico valore morale possibile.

Ferdinando Menconi

I nostri Editori

La lezione sul consumo intelligente di Mercalli e Pallante

Cassa integrazione: allarme Cgil, ma finisce lì