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"Equitalia per l'usura"

Senza mezzi termini le parole di Carmelo Finocchiaro, presidente di Confedercontribuenti, nei riguardi dell'operato di Equitalia. Ma la cosa è solo l'esplicitazione di un sentire comune di larghissima parte del Paese. Anche perché, e questo non solo è peggio, ma diventa addirittura insopportabile, si scopre che Attilio Befera, direttore dell'Agenzia delle Entrate, per "i suoi" sta usando i guanti di velluto. Mentre per tutti gli altri ci sono praticamente le manette. O, quanto meno, le "cravatte".

Dunque, tempo addietro, Befera sospese alcune cartelle ai partiti politici, in modo particolare di quelli dei quali aveva contatti diretti con i dirigenti. Molto semplicemente: i partiti, che avevano delle cartelle dell'Agenzia delle Entrate in procinto di passare a Equitalia, sono stati beneficiati di una non meglio specificata "sospensione immotivata". Una ennesima norma salva casta. Non solo: i dati emersi negli ultimi accertamenti, parlano di una inefficacia totale nel recupero delle somme dovute da evasori e da pacifici mafiosi che devono molto alla società, collegata, Equitalia Giustizia.

Per tutti gli altri, come accennato e come è facile verificare anche solo guardando la propria cerchia di conoscenti, i tassi applicati sono quelli praticamente d'usura di Equitalia. Il Paese è praticamente sotto sequestro dalla società dello Stato, ed Equitalia ovviamente non va a vedere se chi deve pagare non vuole farlo oppure proprio non può: non basta neanche presentare il documento che accerta il proprio stato di cassa integrazione, per arrivare a trovare se non altro una misura di sospensione.

Secondo Finocchiaro, ancora, «non ci sono dubbi che si tratta di istigazione a ricorrere all'usura. Imprese e famiglie, per salvare l'azienda, la casa, lo stipendio o la pensione, si indebitano. Rivolgendosi sempre più spesso agli usurai per pagare esattamente i tassi d'usura Equitalia».

Anche nel caso recente dello sblocco, ancora tutto da verificare dal punto di vista fattuale, di 40 miliardi per i pagamenti alle imprese, il metodo utilizzato è emblematico. Una azienda che aspetta un pagamento dallo Stato, e che al tempo stesso ha una cartella esattoriale passata ad Equitalia, ora può utilizzare i pagamenti in ritardo avuti dallo Stato per compensare quanto deve al fisco. Ma attenzione: lo Stato pretende il pagamento di quanto dovuto e dell'intera sanzione applicata da Equitalia. In altre parole, lo Stato da una parte ritarda i pagamenti (e non paga interessi sul ritardo), dall'altro non accetta alcun ritardo da parte delle stesse imprese, alle quali applica le fortissime sanzioni di Equitalia. Si tratta, in pratica, di un modo per dimezzare quanto deve alle imprese, costrette a non poter pagare prima in virtù dei ritardi nei pagamenti dello Stato e costrette oggi, se vogliono avere qualche saldo nelle fatture emesse, a compensare quanto devono allo Stato. Sanzioni incluse.

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